lineaitaliapiemonte.it - 21 gennaio 2024, 19:28

Gli Houthi contro le navi nel Mar Rosso: è anche un problema del Piemonte

L'allarme di Coldiretti Piemonte: il canale di Suez è una delle rotte più economiche tra Asia e Europa, gli attacchi Houthi e il cambiamento obbligato del percorso delle navi provoca un forte aumento dei costi di trasporto e il deperimento delle merci

Gli Houthi contro le navi nel Mar Rosso: è anche un problema del Piemonte

L’allungamento delle rotte dei trasporti marittimi verso oriente sta creando forti aumenti dei costi per l’export Made in Piemonte. E’ quanto afferma la Coldiretti Piemonte rispetto alle difficoltà di navigazione provocate dagli attacchi degli Houthi dello Yemen contro le navi nel Mar Rosso nel canale di Suez e la conseguente necessità di circumnavigare il continente africano. Il canale di Suez è una delle rotte più significative e fra le più economiche con navi di linea che viaggiano dall’Asia verso l’Europa e viceversa.

Aumenti dei costi e rischio deterioramento delle merci

“Si tratta di un cambiamento che ha provocato il forte aumento dei costi di trasporto che sulla rotta mediterraneo - Cina sono arrivati praticamente a quadruplicare dall’inizio dell’anno ad oggi, mentre per arrivare in India circumnavigando il continente africano si impiega più di quaranta giorni rispetto ai ventotto attraverso lo stretto di Suez – sottolineano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Ciò comporta oltre al deperimento delle merci, l’aumento di diverse centinaia di dollari in più rispetto alle tariffe attuali e si paventa la possibilità che venga addirittura applicato un «supplemento per il rischio guerra».

Necessaria una task force internazionale”

Coldiretti, già da tempo, chiede che venga messa in atto una task-force a livello nazionale per rimuovere con maggiore velocità le barriere non tariffarie che troppo spesso bloccano le nostre esportazioni. Ora, quindi, bisogna accelerare sulla risoluzione di un problema che sta rischiando di mettere totalmente ko l’economia internazionale perché quanto sta accadendo sul Mar Rosso è una crisi di grandi proporzioni che sta paralizzando il traffico marittimo”.

Redazione

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