lineaitaliapiemonte.it - 07 novembre 2022, 00:00

Serve una Commissione parlamentare sul Covid? Di Marco Corrini*

Verrebbe da rispondere che una Commissione d'inchiesta ad hoc, per una serie di motivi, non serva, quanto meno non sia utile a rimediare eventuali ingiustizie. Ma c'è altro che fa propendere, con convinzione, perchè si faccia: a cominciare dalla necessità di pacificare un Paese reso mai come ora diviso e rancoroso, facendo luce sul periodo più oscuro della Repubblica, perfino più buio dei famigerati anni di piombo. Ed ecco cosa è necessario sapere

Serve una Commissione parlamentare sul Covid? Di Marco Corrini*

Di primo acchito, verrebbe di rispondere NO, anzi, dando credito all'opinione di molti sanitari, anche onesti, sarebbe perfino dannosa, perché a qualunque conclusione giunga, rischierebbe di delegittimare tutto il settore sanitario del Paese, istituzioni comprese, per il solo fatto di averlo messo in discussione, cosa che avrebbe effetti gravissimi, senza apportare nulla di concreto.

Va infatti ricordato che una Commissione parlamentare non é un organo di giustizia, ma solo uno strumento di indagine per appurare i fatti, quindi non commina pene e neppure rimedia ad eventuali ingiustizie, quello é compito della Magistratura.

Eppure, mai come oggi, l'istituzione di una Commissione Parlamentare di inchiesta sul Covid, pare d'obbligo, non solo per appurare fatti avvolti nel mistero, ma anche per pacificare un Paese reso mai come ora diviso e rancoroso, facendo luce sul periodo più oscuro della Repubblica, perfino più buio dei famigerati anni di piombo.

La politica lo deve ai cittadini, non fosse altro che per recuperare un minimo di credibilità, posto che sia ancora possibile.

Troppe cose sono apparse se non strane difficilmente accettabili.

A partire da quella dichiarazione resa in Aula dal senatore Claudio Borghi, che sul finire della passata Legislatura, nel chiedere una Commissione di inchiesta, ebbe a dire: "Su decessi e danneggiati da vaccini c'é un muro di gomma anche per noi Parlamentari", parole gravissime pronunciate all'interno della più alta istituzione democratica.

In effetti anche ad un ragionamento più banale suona quanto meno strano che tra le decine di migliaia di giovani deceduti per malori improvvisi dopo una campagna vaccinale a tappeto, il solo caso in cui sia stata riconosciuta la correlazione é stato quello di Camilla Canepa, che guarda caso, é stato anche tra i pochissimi per i quali l'intervento della Magistratura ha obbligato ad una analisi autoptica approfondita.

Insomma, con tutta la buona volontà, un solo caso riconosciuto su così tanti eventi anomali, non é credibile, specie alla luce dei tanti studi internazionali che evidenziano i pericoli del vaccino sulle fasce più giovani, a fronte di vantaggi concreti sul piano del contenimento pandemico, praticamente inesistenti.

É necessario fare chiarezza, su questo e su moltissimi altri punti.

É necessario infatti sapere se Cts e Ministero erano al corrente del fatto che il vaccino non impediva di contrarre il virus e sopratutto di trasmetterlo ad altri.

É necessario sapere quali documenti attestanti l'efficacia dei preparati e il loro grado di genotossicità erano stati esaminati dal Ministero e quali atti erano stati posti in essere per controllarne la validità e l'ampiezza dei test eseguiti.

É necessario sapere perché, pur conoscendo la mutabilità di questi virus, si sono acquistate 10 dosi per abitante, malgrado inizialmente si spergiurava che una sarebbe bastata, e malgrado si potesse dubitare che il vaccino fosse efficace sulle varianti (nessuno poteva dare certezza di questo allora, neppure i produttori).

É necessario sapere perché lo Stato si é assunto la totale responsabilità civile e penale sugli effetti avversi di un preparato che gli stessi produttori dichiaravano sperimentale, reso obbligatorio a tutta la popolazione costretta a firmare un "Consenso Informato" farsa.

É necessario sapere di quali effetti avversi a corto, medio, e lungo termine, fosse stato messo a conoscenza il Ministero, all'atto della sottoscrizione dell'impegno d'acquisto, e quali sono state le valutazioni tecniche fatte dal Cts in base a queste conoscenze.

É necessario poi fare chiarezza sull'anomalo numero di decessi avvenuto in Lombardia nelle prime fasi dell'infezione.

É necessario capire quanto le indicazioni terapeutiche diffuse dal Ministero siano state adeguate, e quanto sia invece costato in termini di vite umane il formale divieto ad ogni terapia domiciliare.

É necessario fare chiarezza sul, da più parti denunciato, divieto di condurre autopsie nelle prime fasi pandemiche, che per molti esperti, avrebbero permesso di comprendere prima i meccanismi della malattia, salvando vite.

É necessario sapere come mai a livello ministeriale, si sia combattuto ogni strada ed ogni ricerca alternativa al vaccino, arrivando addirittura a bollare di eresia chi la faceva con risultati in seguito rivelatisi seppur parzialmente risolutivi.

É necessario sapere perché si sia ritenuto di porre il segreto di Stato su alcuni atti fondamentali inerenti i vaccini e la campagna vaccinale.

Ecco, tutto questo, e altro che ora non mi sovviene, é necessario saperlo perché i cittadini possano tornare a fidarsi delle loro istituzioni sanitarie, oltre che di quelle politiche.

Poi c'é tutta la materia dei diritti costituzionali violati, e lì sarebbe necessario sapere perché la Corte Costituzionale non é intervenuta sui decreti illiberali del governo, e quando lo ha fatto ne é stata incredibilmente complice.

Allo stesso modo sarebbe necessario sapere perché il Capo dello Stato, supremo garante della Costituzione, non ha ritenuto di intervenire, e quando ha parlato é stato sempre a sostegno di ignobili provvedimenti segregazionisti e delimitativi delle libertà.

Sarebbe poi interessante sapere chi ha permesso ai medici di famiglia di sospendere le visite domiciliari anche nel periodo post pandemico, a pericolo ormai passato, venendo meno al loro compito e dovere (fortunatamente non tutti lo hanno fatto, ma ancora oggi c'é chi é reticente ad effettuare visite domiciliari).

Questo però sarebbe davvero troppo, e dubito che una Commissione Parlamentare possa rispondere a queste ultime domande.

Resta il fatto che per tutti questi motivi, una Commissione Parlamentare di Inchiesta, non solo é opportuna, ma é doverosa per rispetto dei cittadini ai quali "qualcuno" dovrebbe avere almeno la decenza di chiedere scusa.

*Marco Corrini, scrittore, analista di marketing

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