Editoriali - 18 luglio 2022, 09:04

Se Draghi resterà al suo posto smentisca subito la panzana del razionamento per sopperire all'emergenza idrica. Di Lorenza Morello*

Nell'eventuale “terzo mandato in continuità” di Draghi è necessaria una cesura col passato. A cominciare dal fare qualcosa di davvero “tecnico” come gestire la cosiddetta emergenza idrica. Cosiddetta nel senso che l’Italia è una penisola le cui coste sono bagnate da ben sei mari per cui sentire parlare di “razionamento dell’acqua” fa prima ridere e subito dopo fa impressione. Anche alla luce del fatto che il più grande impianto di dissalazione degli Emirati Arabi è stato realizzato da un'azienda italiana. Quindi vediamo cosa si può fare e smettiamola di terrorizzare gli italiani

Se Draghi resterà al suo posto smentisca subito la panzana del razionamento per sopperire all'emergenza idrica. Di Lorenza Morello*

In questa ennesima domenica torrida molti tra politici e personaggi in cerca di visibilità o -magari- di uno strapuntino di potere (vedi mai che il Sultano guardi con benevolenza da quella parte) fanno a gara ad implorare l’attuale premier italiano -dimissionario pur avendo i voti della maggioranza, il che già dovrebbe far riflettere su quanto l’uomo sia legato al proprio interesse o a quello del paese- di restare al proprio posto.

Ebbene, se dopo questo ennesimo teatrino della peggior politica di tutti i tempi egli, con un gesto di enorme magnanimità, dovesse accettare di restare alla guida del Paese -bontà sua- credo sarà legittimo aspettarsi che in questo “terzo mandato in continuità” qualcuno gli chieda una cesura col passato. Ovvero di iniziare a far qualcosa di davvero tecnico, partendo ad esempio dalla gestione della cosiddetta emergenza idrica che pare attanagliare il Paese con tanto di politici che vogliono obbligarci a far la doccia con il collirio.

Perché, vedete, se i “migliori” non se ne fossero accorti, allora glielo spieghiamo noi: l’Italia è una penisola, con ben sei Mari che bagnano le proprie coste (Mediterraneo, Adriatico, Ionio, Tirreno, mar di Sardegna e mar di Sicilia). Quindi, sentire parlare in un paese geograficamente così collocato di “razionamento dell’acqua” fa prima ridere e subito dopo fa impressione. Tanto più che è italiana l’azienda che ha costruito il dissalatore Jebel Alì M, icona del settore dissalazione che al momento della sua realizzazione era l'impianto più grande degli Emirati Arabi. Questo capolavoro dell’imprenditoria italiana è infatti stato costruito da Fisia Italimpianti (azienda Genovese parte del Gruppo Webuild) e produce 636.400 m3 di acqua al giorno.

Ora, cari migliori al governo, avete presente dove sono gli Emirati Arabi? Dove in estate c’è una temperatura media di 40’ (circa 21 d’inverno) e una media di zero giorni di pioggia tra maggio e ottobre. La sapete la differenza tra una penisola e il deserto? Se così non fosse, potete rispolverare qualche libro di geografia delle elementari. Nel mentre sarebbe buona cosa smettere di terrorizzare gli italiani che continuano (Dio sa perché) a pagarvi gli stipendi, e faceste una volta almeno gli interessi del Paese: rendendolo autonomo e competitivo rispetto agli altri, non raccontando più cose che non stanno né in cielo ne’ in terra, come il fatto che in una penisola si debba razionare l’acqua.

Perché, anche se pare vada di moda, non tutto il popolo ha l’anello al naso.

Lorenza Morello, giurista d’impresa, presidente nazionale APM

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