Editoriali - 09 giugno 2022, 09:46

L’Europa contro l’indotto auto è contro il nostro lavoro. Di Bartolomeo Giachino*

“Con questa riduzione in Italia rischiano pesantemente 75.000 posti di lavoro oltre a centinaia di aziende storiche”. Così Mino Giachino, fondatore di Si Tav Sì lavoro e un passato da sottosegretario ai Trasporti, a proposito del voto dell'Europarlamento a favore della fine del motore diesel e benzina entro il 2035. “Difenderemo l’automotive come abbiamo difeso la TAV. L'ultima parola spetta a Draghi che mi auguro non voglia dare l’ultimo colpo al settore dell’automotive e all'economia torinese”

L’Europa contro l’indotto auto è contro il nostro lavoro. Di Bartolomeo Giachino*

Ieri il Parlamento europeo con un voto demagogico potrebbe aver decretato la fine di migliaia di aziende dell’indotto , aziende centenarie che hanno fatto la storia della industria torinese e italiana. Malgrado la perplessità e la contrarietà di autorevoli esperti in ricerca tecnologica, dal Rettore del Politecnico di Torino , Guido Saracco all’amministratore delegato di Punch che in un convegno di Torino Bellissima ha dichiarato di non riuscire a misurare l’inquinamento prodotto dagli Euro 6 di ultima generazione, al Ministro CINGOLANI fino a pochi mesi fa Direttore dell’I.I.T.di Genova, il Parlamento europeo a maggioranza, con il voto determinante di PD e Cinque Stelle, ha deciso la fine del motore endotermico e che si produrranno solo più auto elettriche.  

L’auto elettrica dispone o si compone della metà degli oltre 100 componenti che compongono l’auto  tradizionale,  non a caso l’industria dell’auto viene chiamata dai tecnici la fabbrica delle fabbriche, ognuna dedita a produrre un componente. Con questa riduzione in Italia rischiano pesantemente 75.000 posti di lavoro oltre a centinaia di aziende storiche. 

Eppure si poteva votare il compromesso suggerito sempre dal convegno di Torino Bellissima e dal PPE, che avrebbe consentito di continuare a produrre auto euro 6 dell’ultima generazione .

Ora l’ultima parola spetta al nostro Governo e mi auguro che Draghi non voglia dare l’ultimo colpo al settore dell’automotive e alla economia torinese.

Riconfermo che personalmente difenderò il settore dell’indotto auto come ho difeso la TAV perché l’industria del settore è importante a Torino per i suoi occupati diretti ma anche per le pesanti ricadute negative sul commercio che una decisone del genere può avere. Altro che fermare il Declino di Torino che dura dal 1996. Con la decisione del Parlamento europeo Torino andrà ancora più indietro

Chi alle recenti elezioni comunali ha votato PD si mangerà le mani come coloro che non andando a votare hanno consentito la vittoria di chi a Bruxelles ha votato contro l’indotto auto.

Meno male che la mia protesta accolta da alcuni parlamentari ha portato il Ministro Giorgetti a stanziare 8,7 miliardi per il settore automotive che dovremo usare per difendere aziende e lavoro.

*Bartolomeo Giachino, Si Tav Sì lavoro

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