Cronaca | 10 febbraio 2022, 10:11

Positivi dopo il tampone ma non era vero: i Nas chiudono 21 punti prelievo per tamponi rapidi

E' in corso una vasta campagna di accertamenti per verificare la corretta esecuzione dei tamponi e analisi antigeniche per la ricerca del Covid-19, presso i punti prelievo delle farmacie e centri di analisi per contrastare il fenomeno dei c.d. “falsi positivi” e cioè soggetti già risultati positivi che si presentano presso un punto di prelievo con la tessera sanitaria di un altro soggetto per farlo risultare positivo e poi, dopo la quarantena, fargli ottenere il green pass. Su 1.360 centri controllati scoperte 282 violazioni

Positivi dopo il tampone ma non era vero: i Nas chiudono 21 punti prelievo per tamponi rapidi

Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha avviato, d’intesa con il Ministero della Salute, una vasta campagna di accertamenti per verificare la corretta esecuzione dei tamponi e analisi antigeniche per la ricerca del Covid-19, presso i punti prelievo delle farmacie e centri di analisi.
I controlli dei Carabinieri dei NAS sono stati avviati dal mese scorso in tutta Italia principalmente per prevenire e contrastare il fenomeno dei c.d. “falsi positivi” e cioè soggetti già risultati positivi che si presentano presso un punto di prelievo con la tessera sanitaria di un altro soggetto “no vax” al fine di fargli ottenere, alla scadenza del periodo di quarantena e successivamente a un test negativo effettuato da quest’ultimo, il “green pass”.
Pertanto, i Carabinieri NAS hanno concentrato i loro sforzi per verificare che presso i punti di prelievo venissero effettuate correttamente le operazioni di identificazione dei soggetti da sottoporre a test, previa richiesta ed esibizione del documento di identità unitamente alla tessera sanitaria.
Negl’ultimi 30 giorni i servizi di controllo hanno interessato complessivamente 1.360 farmacie e centri di analisi, rilevando irregolarità presso 170 di essi (pari al 12,5%) e contestando 282 violazioni, a causa di:
- uso tamponi e kit reagenti non regolari, i quali, non rispettando gli standard richiesti,
potevano fornire un risultato inattendibile;
- mancata identificazione e registrazione delle persone sottoposte a test nonché irregolarità
nella comunicazione delle risultanze nella piattaforma sanitaria informatica;
- inadeguatezza delle figure professionali impiegate nell’esecuzione dei tamponi, in quattro
casi effettuati da personale non qualificato e in altri casi privo del green pass
obbligatorio;
- effettuazione dei test in ambienti non idonei sotto il profilo igienico sanitario (androni di
condominio, sottoscala, etc.), in locali promiscui o in totale assenza di autorizzazione
regionale, aumentando il rischio di contagio.
Ad esito delle ispezioni è stata disposta la sospensione di 21 punti di prelievo di tamponi rapidi condotti in condizioni igienico-strutturali carenti e con modalità non compatibili con la prosecuzione dell’attività.
Sono stati sequestrati complessivamente 677 kit per tamponi rapidi risultati non idonei e individuati 18 operatori che svolgevano l’attività sebbene privi del green pass.
L’estensione delle verifiche ha inoltre consentito di accertare ulteriori violazioni connesse con la regolare tenuta di farmaci e dispositivi medici, eseguendo il sequestro di 650 confezioni di medicinali defustellati e 25.300 mascherine facciali irregolari

Redazione

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