Editoriali | 06 aprile 2021, 23:47

Lotta al Covid, 13 mesi di pasticci e una valanga di domande pro-positive. Di Giuseppe Russo*

E se riprendessimo in mano le nostre sorti dopo averle delegate, tredici mesi fa, alla strategia “0 Covid” (impossibile) e a un gruppo di virologi? Se non possiamo cancellare il virus dalla faccia della terra, cancelliamo almeno gli errori fatti. Il breve promemoria, messo a punto dall'economista torinese Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi, rivolto a decisori pubblici e privati. Per una ripartenza intelligente

Lotta al Covid, 13 mesi di pasticci e una valanga di domande pro-positive. Di Giuseppe Russo*

“Zero Covid” impossibile. Lo scrisse Gianpiero Pescarmona su Mondo Economico. Nature il 16 febbraio 2021 ha sostenuto l’evoluzione endemica del Covid. Ora lo afferma Andrea Crisanti. Cambiamo strategia? Diamo il vaccino da inoculare ai medici di famiglia? Normalizziamo l’afflusso negli studi medici? Compriamo ventilatori per le scuole e gli uffici pubblici?

Scriviamo una norma ISO su come deve essere l’impianto di aerazione di qualsiasi luogo aperto al pubblico? Mandiamo in pensione gli autobus che non possono avere i filtri Hepa? Testiamo i protocolli di cura domiciliare e li adottiamo? Diffondiamo i test rapidi salivari e li facciamo periodicamente nei luoghi di usuale assembramento come negli spogliatoi degli sportivi?

Facciamo circolare il virus tra i giovani per far prevalere le varianti meno letali su quelle più letali (per il momento abbiamo fatto l’esatto opposto)? Studiamo e raccomandiamo le profilassi e le integrazioni alimentari che migliorano il sistema immunitario individuale? Imponiamo l’obbligo vaccinale a medici e infermieri poiché sono a contatto con fragili per patologia?

Programmiamo una vaccinazione periodica annuale degli anziani e fragili, ordinata, prima della stagione invernale? Magari con né primule né esercito?

Riuniamo Farmindustria e raccogliamo l’adesione a produrre vaccini sul territorio nazionale pari ad almeno il 200% del fabbisogno nazionale? Facciamo un contratto pluriennale? Scegliamo una serie di paesi partner nel mondo, in Africa, cui offrire i nostri vaccini in ottica di cooperazione internazionale? Ci mettiamo d’accordo con gli altri paesi europei per coprire nel medesimo modo tutto il mondo povero che ha relazioni con l’UE o con cui vorremmo aprirle?

Facciamo una review di tutti gli edifici scolastici per ribaltare le buone pratiche di quelli dove non ci sono mai stati contagi su quelli con più classi contagiate? Facciamo un remediation plan prima dell’inizio del prossimo anno scolastico? Ci chiediamo come riaprire le università che sono tutte ancora in Dad? Mettiamo qualche soldo sulla ricerca dei farmaci che contrastano la malattia severa da Covid 19?

Usiamo la matematica per individuare tempestivamente i focolai, magari con Rt di Mondoeconomico a scala di codice postale? Modifichiamo il GDPR perché sia compatibile con il tracciamento tecnologico automatico e non manuale dei contagi, per interrompere subito le catene di contagio? Microsimuliamo la diffusione della pandemia per individuare le regole più efficaci quando c’è un contagio? Bonus: incentiviamo gli impianti anche domestici di ricambio aria?

Facciamo una building review dei luoghi dove si affollano i fragili come gli uffici postali e gli studi medici di base e le sale di attesa di qualsiasi genere? Ci ricordiamo che esistono luoghi dove si sta nella stessa aria per oltre 15 minuti come i taxi? Come le immancabili code e le file? Le digitalizziamo tutte? Richiamiamo i pazienti cronici negli ambulatori e riprendiamo a seguirli uno a uno, su appuntamento? Introduciamo la prenotazione digitale obbligatoria dei servizi, anche privati? Insomma, riprendiamo a ragionare?
Riprendiamo le sorti della nostra storia da quel momento di tredici mesi fa, quando  delegammo la sconfitta del Covid alla strategia zero Covid e a un gruppo di virologi?

Promisero di cancellarlo dalla faccia della terra e non era possibile.

Loro hanno perso una battaglia che non potevano vincere. Noi abbiamo perso tempo da dedicare alla battaglia della ragione che contrasta la malattia su tutti i fronti e con tutti i mezzi.

Mettiamo una pietra sopra su tredici mesi di errori. Ma, adesso, rimediamo? O perseveriamo?

Pubblicato per gentile concessione di www.mondoeconomico.eu

 



*Giuseppe Russo, economista, direttore Centro Einaudi

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