Editoriali | 08 gennaio 2021, 10:22

La guerra silenziosa, racconto di (quasi) fantapolitica. Di Marco Corrini*

“Il "politicamente corretto" rappresenta una parte fondamentale, il cavallo di Troia verso un mondo illiberale che culminerà con la soppressione del dissenso”. Riflessioni di fantapolitica in cui ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti non è puramente casuale

La guerra silenziosa, racconto di (quasi) fantapolitica. Di Marco Corrini*

Premesso che considero Trump (del quale comunque riconosco i meriti) un pazzo scatenato, ma quanto sta accadendo in USA va analizzato sotto un'altra lente di ingrandimento.

Lo scenario davvero preoccupante é l'ormai accertata formazione di uno schieramento politico mondiale retto da una governance ristretta ed elitaria che si é posta a capo della fazione di popolazione piú ideologicamente compromessa: quella democratica di sinistra, nata popolare ed anti casta, e trasformatasi essa stessa in casta, quasi settaria, che ha trovato nel radicamento nelle Istituzioni pubbliche la propria rivincita su coloro che ogni giorno producono con olio di gomito e non hanno mai avuto il tempo di pensare alla politica.

La posta in gioco é il controllo del mondo, ed é un progetto che covava da moltissimi anni. D'altra parte, da Napoleone a Baffino ci hanno provato in tanti, ma questi di oggi sembrano avere una marcia in più.

A renderlo ovunque possibile é stata l'occupazione sistematica dell'Amministrazione pubblica e sopratutto della Magistratura, oltre al controllo capillare dei maggiori organi di informazione reso ancora piú semplice dalla diffusione dei social.

Non é un caso che solo da un paio d'anni si stia assistendo ad una censura preventiva, sistematica ed unidirezionale delle pubblicazioni sui social in tutto il mondo, ed é difficile non vedere in questo un atto propedeutico ad una precisa fase di questo progetto "democratico" di cui il "policamente corretto" rappresenta una parte fondamentale, il cavallo di Troia verso un mondo illiberale che culminerà con la soppressione del dissenso.

Le elezioni americane hanno dimostrato a tutti ció che il virus aveva reso già evidente: ogni democrazia, anche la piú evoluta ha dei vulnus insanabili e puó essere sovvertita in modo "democratico", con una elezione (forse) truccata, o con limitazioni alle libertà personali imposte da decreti abilmente sottratti alle verifiche degli organi costituzionali, oppure grazie alla complicità degli organi medesimi.

Quello che veramente deve sconvolgere é la matrice comune di tutte queste operazioni avvenute quasi all'unisono in tutto il mondo, che significa che siamo davanti ad una brusca accelerazione del processo.

I media compatti poi, mostrano ad arte una realtà distorta, proprio per manipolare il piú possibile le masse sotto un vessillo "democratico" che nella percezione comune rappresenterebbe l'esatto opposto dei veri obiettivi di chi se ne è appropriato e lo manovra.

In tutto questo, i fatti americani sono comunque ben poca cosa, perché restano confinati all'atto dimostrativo, pacifico, e perfino contraddittorio, istigato dall'unica persona che individualmente si é opposta a questo progetto, ma lo ha fatto con presupponenza, instabilitá e schizofrenia, un po' come il Grillo anticonformista de noiantri (se ci fate caso agli inizi Beppe diceva le stesse cose di Donald, salvo poi convertirsi per utilitarismo), davvero troppo per diventare un leader universale credibile.

Basti pensare che quello stesso personaggio che ha istigato la manifestazione di Washington, ha poi dovuto scatenargli contro la Guardia Nazionale per reprimerla. Una cosa davvero grottesca.

Il problema vero é che la maggior parte di coloro che comprendono la direzione verso cui stiamo andando, é troppo riflessiva ed accomodante, non capisce che il solo modo per non soccombere é accettare il principio che contro un simile disegno: subdolo, truffaldino, e articolato nei minimi particolari, non esiste una via di mezzo. Si tratta di "noi contro loro", e non esiste alcuna alternativa moderata, perché "loro" sono accecati da una ideologia che li ha resi inconsapevoli schiavi e strumenti di una manipolazione globale ed irreversibile.

Il vero problema é che a "noi" manca una leadership intellettuale, autorevole, credibile e sopratutto, sana di mente, ma ci si renda conto, che Trump o non Trump, siamo all'inizio della guerra piú sanguinosa che il mondo abbia mai conosciuto, la guerra per la libertà, oppure siamo all'inizio della sottomissione generale dei popoli.

Consapevoli di questo, ciascuno decida se accettare di essere sottomesso oppure combattere.

Ovviamente questo é un racconto di fantasia, il delirio fantapolitico di uno scrittore delirante. Non fateci caso.

*Marco Corrini, analista di marketing e scrittore

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