Editoriali | 22 dicembre 2020, 17:02

Cosa penso di questo Natale. Di Marco Corrini*

“Siamo proprio sicuri che una vita da schiavi vissuta nella paura sia migliore di una vita da uomini liberi vissuta con la consapevolezza che prima o poi si deve comunque morire? Siamo proprio sicuri di voler sacrificare la nostra libertà e i nostri valori ad un virus che ha la stessa mortalità di un incidente stradale? Io non lo farò e farò quanto in mio potere per mantenere vivo lo spirito del Natale”

Cosa penso di questo Natale. Di Marco Corrini*

Cari amici, anche voi come me avete creduto a babbo natale, e quando vi hanno detto che non esiste avete avvertito una grande sensazione di vuoto, perché Babbo Natale non é solo quel vecchietto che idealmente porta i doni nella notte santa, lui rappresenta la magica realizzazione dei sogni, e quando cessa di esistere noi cessiamo di essere bambini.

Il Natale peró rimane, con o senza quel vecchio vestito di rosso, perché é un giorno speciale, la nascita di Nostro Signore Gesú Cristo, capace perfino, per un piccolo istante, di fermare una guerra e portare nemici che fino a poco prima si sparavano, a brindare tra di loro. Al di là del simbolo religioso, é proprio questo breve ed effimero sentimento di amicizia universale a rappresentare il vero spirito del Natale, uno spirito che esalta la comunità dei grandi e dei piccini.

Ecco, quest'anno qualcuno ha pensato bene di sopprimere il Natale, un evento che in passato é stato capace di resistere a pestilenze, carestie, e perfino a due guerre mondiali.

Il simbolo piú triste del Natale rubato, é un bambino che guarda un reparto giocattoli desolatamente sbarrato, un'immagine che resterà per sempre impressa nella sua mente.

Un potere oscuro si é accanito contro tutto ció che rappresenta la comunione con Dio e tra gli uomini, in un anno in cui si sono chiuse le Chiese, si é impedito il Sacramento della Confessione, e perfino la celebrazione della Santa Messa.

Un anno vissuto all'insegna di una parola terribile: distanziamento sociale, un dogma che porta alla definitiva morte della comunità, all'esaltazione dell'individualismo e della solitudine, al nuovo oscurantismo globale.

I nostri vecchi giacciono soli ed abbandonati, prigionieri delle mura delle RSA, mentre ai moribondi non é stato neppure permesso di ricevere l'Estrema Unzione e il conforto dei propri cari, sono morti soli, frettolosamente bruciati e smaltiti come rifiuti di un nuovo mondo che ormai non ha piú nulla di civile.

Il furto del Natale é solo l'ultimo capitolo di un disegno diabolico che mira a disgregare la società, a smembrare la comunità, e a distruggerne i simboli, a partire dalla famiglia (da anni sotto attacco), dal lavoro, fino all'abrogazione dei diritti umani e sopratutto del diritto alla protesta popolare, inibito dal divieto di assembramento.

Paura ed oscurantismo hanno definitivamente soppiantato quelle poche gioie di una vita che già da tempo stava perdendo i propri valori, sacrificati sull'altare di una monotona modernità.

La sola forma di protesta popolare concessaci é un post su un social, che non scalfisce minimamente chi detiene il potere, e che comunque, se scomodo, può sempre essere rimosso da chi il social lo gestisce.

Ecco, complice un virus artificialmente prodotto, siamo tutti avviati verso il regime perfetto, nel completo annichilimento della dignità umana ed asservimento della società ad un modello di controllo totale.

Ricostituire le comunità, a partire dalla famiglia, é il solo modo per contrastare la lobotomizzazione della società e tornare ad esaltarne i valori e in definitiva é il solo vero pericolo per chi mira al potere assoluto.

Siamo proprio sicuri che una vita da schiavi vissuta nella paura sia migliore di una vita da uomini liberi vissuta con la consapevolezza che prima o poi si deve comunque morire?

Siamo proprio sicuri di voler sacrificare la nostra libertà e i nostri valori ad un virus che ha la stessa mortalità di un incidente stradale?

Siamo proprio sicuri che sia giusto lasciare che un potere oscuro approfitti del virus per realizzare il controllo totale delle nostre vite?

Io non lo sono e faró quanto in mio potere per mantenere vivo lo spirito del Natale con la mia famiglia, contro tutto e contro tutti.

VIVA BABBO NATALE E CHE A TUTTI VOI PORTI IN DONO GIOIA, SERENITÀ, E SOPRATUTTO VI MOSTRI LA STRADA VERSO LA LUCE.


*Marco Corrini, analista di marketing e scrittore

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