Editoriali | 25 novembre 2020, 09:40

Io, figlio di commercianti, difendo Amazon. E vi spiego perchè. Di Guglielmo Del Pero*

Se Amazon riesce a pagare meno tasse è perchè i governanti sono del tutto incapaci di armonizzare la tassazione ( neppure a livello europeo). Invece di andare all'attacco frontale di questi colossi perchè non utilizzarli sfruttando le opportunità offerte dalla loro immensa vetrina? Proviamo a fare qualche ragionamento, senza pregiudizi e senza demagogia

Io, figlio di commercianti, difendo Amazon. E vi spiego perchè. Di Guglielmo Del Pero*

Dedico la prima parte di questo articolo per raccontare una breve esperienza personale che, credo, possa essere utile per dimostrare che conosco un po’ l’argomento di cui parlerò in seguito. Sono cresciuto in una famiglia di commercianti di abbigliamento, mio nonno prima e mio papà poi, hanno da sempre svolto questa attività, ricordo come se fosse ieri quando da bambino giocavo a nascondino tra i vestiti nel magazzino del negozio, le giornate passate sul furgone con mio papà (un vecchio Fiat 242 che, se confrontato con i mezzi odierni, sembrava una vera e propria carretta!) su e giù per la Regione a visitare una serie innumerevole di negozi a cui vendere i nuovi vestiti appena usciti dalle produzioni, per me era un divertimento assoluto. Ho passato giorni interi con i miei genitori in giro per le aziende produttrici alla ricerca del miglior acquisto per poi rivenderlo ai clienti storici, ho vissuto l’esperienza del mercato e di cosa voglia dire alzarsi il mattino e montare un banco in piazza, gli ultimi anni di attività dei miei genitori, li abbiamo passati in negozio, tra le mille difficoltà del settore, a cercare di soddisfare al meglio i clienti.

Ho ben presente cosa significhi vivere di una piccola attività commerciale, quali siano i problemi di un mercato in continua evoluzione con le preferenze e i gusti dei consumatori in evoluzione, cosa significhi avere problemi economici e, a volte, fare fatica a far quadrare i conti. Ho raccolto in questi anni, e sto raccogliendo in queste settimane, il grido di dolore di molti commercianti con i quali siamo rimasti in contatto, di persone a noi vicine letteralmente terrorizzate dal prossimo futuro e dall’incertezza del momento.

Questa lunga premessa per arrivare a dire che, con cognizione di causa, difendo Amazon! Lo difendo perché sono profondamente convinto che nella vita tutte le innovazioni non si possano fermare, la storia insegna che muri, steccati, barriere, dazi, hanno sempre portato più svantaggi che vantaggi. L’evolversi dell’umanità è una continua sfida a cogliere le opportunità per crescere e migliorare la qualità della vita. Certo, nel breve periodo, le barriere per difendere lo “status quo” sembrano la via più semplice e danno la pia illusione di poter fermare uno sviluppo che in realtà è inarrestabile. L’attacco tutto politico verso il ricco capitalista che sfrutta le persone e vive sulle disgrazie altrui, in realtà cela un fallimento proprio dei governati: se Amazon riesce a pagare meno tasse, del tutto legalmente, è semplicemente perché i governati (politici) sono del tutto incapaci di armonizzare la tassazione, non dico mondiale, ma neppure europea! Senza troppi giri di parole, perché fa comodo così, dando in pasto nei momenti di crisi un po' di demagogiche promesse.

Con questo non voglio certo dire che si debba fare nulla, ma semplicemente sostengo che la via dei divieti, della tassazione disordinata (occorre sempre ricordare che di solito le tasse alla fine le paga sempre il consumatore!), dell’attacco frontale è totalmente inadeguata e non farà altro che creare ulteriore sfiducia verso il nostro Paese. Perché invece non invertire il paradigma cercando invece di sfruttare le opportunità che si potrebbero presentare? Qual è oggi la vera occasione che una piattaforma online può fornire? Si tratta di una gigantesca vetrina in grado di raggiungere milioni di consumatori in pochissimo tempo. Qual è oggi il problema di molte attività chiuse? Non poter raggiungere i potenziali clienti. Allora, per esempio, invece di partire a testa bassa con un mix di demagogia e ideologia, perchè non si propone ad Amazon di concedere un accesso facilitato in termini di costi e supporto informatico per le tante aziende che avrebbero dei prodotti da vendere e non hanno la forza per farlo direttamente online? Magari anche tramite un’apposita sezione sul sito dedicata proprio a loro? Magari mettendo a disposizione anche la rete di corrieri per la consegna? Perché non dire una volta per tutte che l’azienda non vende solo prodotti commercializzati da Amazon ma, al contrario, è un immenso mercato virtuale che potrebbe essere un’opportunità? Perché invece di lanciare una campagna di boicottaggio non si lancia una campagna di acquisto sul sito di prodotti venduti direttamente dai negozianti? Sono sicuro che la maggior parte dei commerciati preferirebbe avere la possibilità di vendere piuttosto che di veder tassata l’azienda americana per poi vivere di un sussidio!

Ho l’impressione, purtroppo, che tutto questo non si farà perché è molto più facile illudere le persone magari dandogli anche qualche contentino economico, prolungando una lenta agonia, invece di aiutarle a cambiare!

*Guglielmo De Pero, segretario provinciale Torino Partito Liberale Italiano

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