Editoriali | 04 febbraio 2020

Finanza cooperativa: il credito cooperativo e le mutue assicurazioni. Di Paolo Turati*

Vademecum per districarsi nella giungla della finanza cooperativa: il credito cooperativo, le mutue, le cooperative.

Il Credito Cooperativo 

E’ strutturale nell’industria bancaria italiana. Si tratta di oltre 260 Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen, istituti cooperativi mutualistici che operano su base territoriale prevalentemente locale, realtà molto forte in Piemonte, dove nella sola Torino si trovano 23 sedi di queste banche molto diffuse nelle varie Provincie piemontesi i primis nel Cuneese.

Da quasi mezzo Secolo svolgono un ruolo capillare di sostegno all’economia reale favorendo la crescita e lo sviluppo sociale ed economico di specifiche aree territoriali, così come espressamente indicato nell’art. 2 del loro Statuti.

La riforma del Settore attraverso la Legge 49/2016 è connotato dalla costituzione di Gruppi Bancari cui le BCC hanno l’obbligo di aderire, dispositivo adottato per la prima volta in Italia e nella stessa Europa, conservando nel contempo le caratteristiche degli Istituti di credito cooperativo originari fra cui, primariamente: operatività territoriale specifica, principio di “una testa, un voto”, obbligo di accantonamento di almeno il 70% degli utili netti annuali a riserva, amministrazione basata su principi democratici. Queste nuove capogruppo(il cui capitale deve essere posseduto per almeno il 60% dalle stesse BCC) dirigono e coordinano le BCC sottostanti al fine di prevenire e gestire in forma anche “incrociata” situazioni di criticità, secondo quanto previsto dalla normativa bancaria europea.

Il 2019 è stato l’anno di avvio di due Gruppi Bancari Cooperativi di grande portata: Iccrea Banca , a Roma, alla quale aderiscono 142 BCC e Cassa Centrale Banca a Trento, cui sono associate 84 BCC. Le Casse Raiffeisen dell’Alto Adige hanno optato per la costituzione di un IPS (Institutional Protection Scheme) di diffusione esorbitante quella originariamente prevista per la sola Provincia di Bolzano.

Le Directories delle Bcc così “novate” permangono quelle di: 

-assicurare la solidità e l'efficienza dell'impresa, controllando e gestendo i rischi, realizzando un'organizzazione idonea, assicurando un'offerta competitiva; 

-sostenere in forma condivisa la partecipazione reffettiva dei Soci dei soci, contribuendo a sviluppare il territorio vocato e generando valore nella comunità; 

-condividendo, in autonomia, valori, cultura, strategie, un sistema organizzativo e una continuità operativa, per essere sempre più efficienti sul mercato;

I "numeri" del 2019 delle Banche di Credito Cooperativo


  263 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, pari al 53% delle banche operanti in Italia *

4.231 sportelli (pari al 17% degli sportelli bancari italiani)

Presenza diretta in 2.638 Comuni ed in 101 Province
In 620 Comuni le BCC rappresentano l'unica realtà bancaria

1.309.728 soci (+1,9%) 

29.341 dipendenti delle BCC-CR (pressoché stazionari, in linea con quanto registrato nell’industria bancaria). Il totale dei dipendenti (compresi quelli delle Società del sistema) è di circa 34.500 unità.

Provvista complessiva (raccolta da banche + raccolta da clientela +obbligazioni): 195,5 miliardi di euro 
(+2,1%, contro il +0,7% registrato nell'industria bancaria) 

Raccolta da clientela + obbligazioni: 161,5 miliardi di euro (+1,1% contro il +0,6% registrato nella media di sistema)

 La quota di mercato della raccolta da clientela comprensiva di obbligazioni è del 7,8%.

Impieghi economici lordi: 127,8 miliardi di euro (-2,5%, a fronte del -2,4% registrato nell’industria bancaria). Considerati al netto delle sofferenze, gli impieghi delle BCC ammontano a 118,9 miliardi di € (+1,8%, a fronte del +0,03% registrato nell’industria bancaria).
 

La quota di mercato degli impieghi lordi delle BCC-CR è del 7,3%.

Considerando anche i finanziamenti erogati dalle banche di secondo livello del Credito Cooperativo, gli impieghi lordi ammontano complessivamente a 143,7 miliardi di euro (-1,9% annuo), per una quota mercato dell'8,2%.

Di cui: Impieghi economici erogati dalle BCC-CR alle imprese: 74,7 miliardi di € (-5,2% contro il -6,6% del sistema bancario complessivo). La quota di mercato delle BCC-CR per questa tipologia di prestito è del 10,2%. Considerando anche i finanziamenti alle imprese erogati dalle banche di secondo livello del Credito Cooperativo, gli impieghi al settore produttivo ammontano a 85 miliardi di euro (-4,9% su base d’anno) e la quota di mercato della categoria raggiunge l'11,6%.

Patrimonio (capitale e riserve): 20 miliardi di € (+3%).
 Il Tier 1 ratio, il CET1 ratio ed il coefficiente patrimoniale delle BCC sono pari rispettivamente, al 16,4%, 16,6% ed al 16,9% a dicembre 2018, ultima data disponibile.

Gli impieghi erogati dalle BCC-CR rappresentano a giugno 2019 il 23,5% del totale dei crediti alle imprese artigiane, l’8,7% del totale erogato dall'industria bancaria alle famiglie consumatrici, il 19,3% del totale erogato alle famiglie produttrici, il 24,2% dei finanziamenti alle imprese con 6-20 dipendenti e il 14,8% del totale dei crediti alle Istituzioni senza scopo di lucro (Terzo Settore).

A giugno 2019 le BCC rappresentano inoltre il 20,9% del totale dei crediti erogati all’agricoltura; il 21,5% del totale erogato per le attività legate al turismo; il 12,3% di quanto erogato al settore delle costruzioni e attività immobiliari; il 10,3% dei crediti destinati al commercio.

(Dati al 30 giugno 2019, fonte: Sito Web Creditocooperativo.it

Le mutue assicuratrici

Le società cooperative si declinano, oltre a quelle di credito di cui sopra, in diverse variabili (consumo, sociali, agricole, di produzione e lavoro, di traporto, edilizie, editoriali) e non sono direttamente correlabili con le mutue assicuratrici, società mutualistiche che intervengono nel settore assicurativo e alle quali il Codice Civile dedica un apposito capo.

La loro caratteristica principale risiede nel fatto che la qualità di socio si acquista assicurandosi presso di esse, sicché il rapporto sociale e quello assicurativo devono necessariamente coincidere.

Non esiste un capitale sociale, ma di un fondo di garanzia sostenuto dai versamenti dei soci/assicurati e dai conferimenti speciali conferiti dai cosiddetti soci sovventori.

Alle mutue assicuratrici, che sono soggette alle autorizzazioni nonchè alla vigilanza e ai controlli previsti per l’esercizio dell’assicurazione. si estende la disciplina prevista per le cooperative, in quanto compatibile. 

Vediamo di seguito quali sono i principali punti della Normativa sul cooperativismo.

Le cooperative

Storicamente risalenti ad esperienze della Seconda Rivoluzione industriale britannica( il caso-scuola è la nota esperienza di Rochedale, vicino a Manchester, del 1844), si tratta di società a tutti gli effetti, per le quali il Codice Civile prevede un’autonoma disciplina, integrata, ove compatibili, dalle norme che regolamentano la società per azioni o la società a responsabilità limitata.

Le società cooperative, che godono della cosiddetta autonomia patrimoniale perfetta, sono infatti dotate di personalità giuridica e rispondono di debiti sociali esclusivamente con il proprio patrimonio.

Devono essere costituite per atto pubblico tra almeno nove soci. E’ consentito costituire una cooperativa tra tre soli soci se tutti questi sono persone fisiche (o anche società semplici nel caso di attività agricola) e sono adottate le norme che regolano la s.r.l..

La partecipazione sociale è rappresentata da quote oppure azioni il cui valore in capo al singolo socio persona fisica non può essere superiore a € 100.000,00. Il capitale di queste società risiede nel fatto che esso non variabile, per agevolare l’entrata e l’uscita dei soci.

Come per le Società sono previsti gli organi dell’assemblea, del consiglio di amministrazione e, in determinati casi, del collegio sindacale. 

I soci

I soci di società cooperativa si distinguono in due categorie: i soci cooperatori e i soci sovventori.

I soci cooperatori forniscono alla cooperativa il proprio lavoro, beni o servizi e sono gli unici coinvolti nello scambio mutualistico mentre i soci sovventori, si limitano a sottoscrivere gli strumenti finanziari eventualmente emessi dalla società.

L’ammissione di nuovi soci è valutata su domanda dagli amministratori sulla base dello Statuto.

Il socio può recedere comunicando la propria intenzione con raccomandata agli amministratori, che ne valutano i presupposti e può essere escluso in caso di inadempienze, perdita dei requisiti nel mantenimento del rapporto sociale, morosità nel versamento delle quote e in altre gravi circostanze, come l’aver perpetrato dei crimini anche fallimentari.

Le quote o le azioni del socio defunto vengono liquidate agli eredi salvo la loro perdita dei requisiti per partecipare alla società qualora l’atto costitutivo contempli questa ipotesi. 

Una specifica normativa riguarda le cooperative a mutualità prevalente, per le quali è previsto un apposito albo, godono di agevolazioni aggiuntive sul piano tributario e contributivo. Il loro statuto deve prevedere una limitazione della distribuzione di utili e riserve tra i soci e la loro attività dev’essere realizzata prevalentemente a favore dei soci o servandosi prevalente della prestazione lavorativa dei soci medesimi o dei beni e servizi dagli stessi apportati, strutturandosi a seconda dei casi come cooperativa di consumo, di lavoro o di produzione e lavoro.

*Paolo Turati, doc. Economia degli Investimenti

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