lineaitaliapiemonte.it | 26 ottobre 2026, 11:16

Manifestazione a Torino, tensioni e disordini in piazza Castello

Luca Pantanella segretario generale provinciale FSP Polizia di Stato: «La protesta non diventi uno strumento per alimentare violenza, devastazioni e attacchi alle Forze dell’Ordine»

Manifestazione a Torino, tensioni e disordini in piazza Castello

TORINO - Le manifestazioni di sabato riaccendono l’attenzione su un fenomeno preoccupante: il rischio che iniziative nate sotto il segno della protesta vengano strumentalizzate da gruppi intenzionati a provocare disordini e alimentare tensioni. 

A dirlo è il segretario generale provinciale di Torino della FSP Polizia di Stato Luca Pantanella.

 

Dopo gli episodi della scorsa settimana, caratterizzati da devastazioni, danneggiamenti e saccheggi sabato scorso la situazione è stata più tranquilla . Anche se - dicono dal sindacato - non sono mancati tentativi di provocazione e momenti di tensione. «Il rischio è che giovani studenti e cittadini, magari convinti di partecipare a una battaglia per una causa legittima, finiscano per essere coinvolti in dinamiche che perseguono obiettivi completamente diversi da quelli dichiarati».

 

Presunte infiltrazioni e provocazioni

Particolare attenzione merita, secondo il sindacato, la segnalazione di persone che si presenterebbero durante le manifestazioni come appartenenti a categorie professionali, tra cui quella giornalistica o sanitaria, con modalità e finalità che andrebbero verificate.

Un episodio emblematico sarebbe stato segnalato a Torino. Secondo FSP un uomo qualificatosi come giornalista avrebbe ripreso da distanza ravvicinata il volto di un poliziotto, in un contesto che, secondo la ricostruzione riferita alla polizia, sarebbe stato caratterizzato da atteggiamenti provocatori, denunciando poi di essere stato picchiato.

«Se qualcuno utilizza qualifiche professionali o simboli identificativi per avvicinarsi agli operatori, provocare tensioni o agevolare comportamenti violenti, siamo di fronte a una questione che merita approfondimenti rigorosi» precisa Pantanella.

Il ruolo dei social e la strumentalizzazione dei giovani

Ulteriori interrogativi riguardano la circolazione online di riferimenti e contatti per fornire assistenza legale in caso di fermo o intervento delle Forze dell’Ordine.

L'assistenza legale costituisce un diritto e non rappresenta, di per sé, un elemento di irregolarità. È tuttavia necessario, secondo il sindacato, verificare eventuali collegamenti con condotte finalizzate a organizzare o favorire disordini.

Perplessità anche per le dichiarazioni rese da un deputato di AVS che - ricorda il sindacato - protestava contro il fermo di due minorenni solo per il fatto  "che avesserò due molotov". Una posizione considerata «gravissima ed inconcepibile», resa oltretutto da chi è tenuto per il suo ruolo a un atteggiamento di «prudenza e al rispetto delle verifiche investigative».

 

Commercianti, cittadini e operatori: il costo dei disordini

E poi ci sono i commercianti, costretti a fare i conti con vetrine danneggiate, attività compromesse e perdite economiche, insieme ai cittadini che subiscono blocchi, disagi e un peggioramento della vivibilità urbana.A questi danni si aggiungono i costi organizzativi e umani dei servizi di ordine pubblico, che richiedono un impiego considerevole di personale e risorse per prevenire saccheggi, proteggere le persone e garantire lo svolgimento delle manifestazioni in condizioni di sicurezza.

La giornata di sabato è costata centomila euro, un costo giudicato dal Sap «enorme ed inutile per una protesta inutile poiché prima di ogni idea di dibattito e di proposta al governo in chiave contrattuale e documentale».

L'appello della FSP Polizia di Stato

«Difendere il diritto di manifestare significa anche impedire che venga sequestrato da chi vuole trasformarlo in un'occasione di violenza conclude Luca Pantanella segretario generale provinciale FSP Polizia di Stato.

«La protesta pacifica è una componente essenziale della democrazia; devastazioni, saccheggi e aggressioni non lo sono. Servono responsabilità, chiarezza e rispetto per chi ogni giorno lavora per garantire la sicurezza di tutti».