lineaitaliapiemonte.it | 12 ottobre 2026, 16:02

Le famiglie spendono di più ma comprano meno: il carovita frena i consumi

Nel 2025 la spesa media cresce dell’1%, meno dell’inflazione: in termini reali il bilancio degli acquisti arretra leggermente. Quasi tre famiglie su dieci tagliano quantità o qualità del cibo. In Piemonte il potere d’acquisto recupera poco; a Torino diminuisce la quota di chi riesce a risparmiare

Le famiglie spendono di più ma comprano meno: il carovita frena i consumi

Meglio o peggio? Qualche miglioramento, ma i bilanci restano sotto pressione

Le famiglie italiane mostrano qualche segnale di sollievo, ma una ripresa solida del benessere economico resta lontana. Nel 2025 diminuisce la quota di chi taglia gli acquisti di cibo e abbigliamento; contemporaneamente, però, la spesa media per consumi cresce meno dei prezzi e gli alimentari assorbono una parte maggiore del bilancio domestico.

È il quadro che emerge dal rapporto Istat sulle spese delle famiglie: 2.782 euro al mese, contro i 2.755 del 2024. Un aumento dell’1%, considerato dall’Istituto sostanzialmente stabile, a fronte di un’inflazione dell’1,6%.

Spendere qualche euro in più, dunque, non significa necessariamente acquistare di più. Il confronto con i prezzi suggerisce una lieve erosione del valore reale della spesa media, pur senza consentire, da solo, di misurare la condizione economica di ogni famiglia.

Quasi tre famiglie su dieci risparmiano anche sul cibo

Il segnale positivo è che diminuiscono le famiglie costrette a contenere gli acquisti alimentari. La loro quota passa dal 31,1% al 29,4%: un miglioramento di 1,7 punti percentuali, che lascia comunque quasi tre nuclei su dieci a ridurre quantità o qualità dei prodotti portati in tavola.

Intanto, la spesa per alimentari e bevande analcoliche aumenta da 533 a 552 euro mensili, il 3,6% in più, anche per effetto dei rincari. Il peso del cibo sul totale dei consumi sale così dal 19,3% al 19,8%.

Crescono soprattutto gli importi destinati a caffè, pesce, oli e grassi, carne e latticini. Si tratta di variazioni della spesa, che possono dipendere sia dai prezzi sia dalle quantità e dai prodotti acquistati: non vanno quindi lette automaticamente come aumenti dei listini.

La media nasconde situazioni molto diverse

I 2.782 euro mensili non descrivono il bilancio della famiglia “tipica”. Metà delle famiglie spende meno di 2.338 euro, il valore mediano rilevato dall’Istat, in aumento rispetto ai 2.240 euro del 2024.

È un elemento che rende il quadro meno uniforme: mentre la media resta quasi ferma, cresce la soglia che divide le famiglie in due gruppi uguali. Anche la disuguaglianza dei consumi si riduce leggermente, ma rimane marcata.

Guardando al periodo più lungo, il recupero appare ancora incompleto. Tra il 2018 e il 2025 la spesa equivalente, che permette di confrontare nuclei di dimensioni diverse, aumenta del 14% in euro correnti ma diminuisce del 5,9% una volta considerata l’inflazione. La crescita degli importi spesi non ha quindi compensato l’aumento dei prezzi.

Piemonte, il reddito recupera ma senza un’accelerazione

Per il Piemonte arriva un segnale moderatamente positivo dalla Banca d’Italia. Nel rapporto sull’economia regionale, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è stimato in crescita nel 2025 del 2,3% a prezzi correnti e dello 0,7% in termini reali.

Il potere d’acquisto, quindi, recupera leggermente. Anche i consumi effettuati sul territorio piemontese aumentano dello 0,9% in termini reali. Quest’ultimo indicatore comprende però la spesa dei non residenti, inclusi i turisti, e non coincide con la spesa media delle sole famiglie piemontesi rilevata dall’Istat.

Sono numeri che indicano un miglioramento contenuto, insufficiente a descrivere una svolta generalizzata nei bilanci domestici.

Torino, consumi fermi e meno famiglie capaci di risparmiare

Nel capoluogo il quadro è più problematico sul fronte del risparmio. L’Osservatorio della Camera di commercio, basato su un campione di 240 famiglie residenti a Torino, rileva nel 2025 una spesa media mensile di 2.616 euro, appena lo 0,3% in più dell’anno precedente.

Solo il 16,7% degli intervistati dichiara di essere riuscito a risparmiare, contro il 19,6% del 2024. La quota torna così ai livelli del 2023, i più bassi degli ultimi sei anni.

L’indagine colloca inoltre il 30,8% delle famiglie nella fascia di debolezza economica, percentuale che raggiunge il 53,2% tra le persone sole. La spesa alimentare torinese scende a 403 euro mensili, l’1,1% in meno: un andamento diverso da quello nazionale, da leggere tenendo conto delle caratteristiche e delle dimensioni del campione locale.

Vivere soli costa: aumentano le spese degli anziani

La vulnerabilità delle persone sole trova riscontro anche nei dati nazionali. La loro spesa media sale del 7,2%, a 2.070 euro mensili. Per gli ultrasessantacinquenni che vivono soli l’aumento raggiunge l’8,4%, da 1.794 a 1.945 euro.

L’incremento non dimostra automaticamente un peggioramento delle condizioni economiche, ma evidenzia quanto pesi sostenere un bilancio senza poter dividere i costi. Per i nuclei composti da una sola persona, abitazione e utenze rappresentano il 42% dei consumi.

In direzione opposta si muove la spesa delle coppie con due figli, che diminuisce del 4,9%, passando da 3.805 a 3.618 euro mensili. Anche in questo caso, la riduzione non basta a stabilire se siano aumentati i risparmi o le rinunce.

Affitti più cari, un po’ di sollievo sui mutui

Sul fronte dell’abitazione, gli affittuari devono affrontare un esborso maggiore: il canone medio nazionale passa da 423 a 438 euro mensili, con un aumento del 3,6%. Nel Nord-ovest raggiunge i 477 euro.

Per chi paga un mutuo, invece, la rata media scende da 581 a 565 euro, il 2,7% in meno. Il mutuo resta escluso dalla spesa per consumi rilevata dall’Istat, ma incide concretamente sulle risorse disponibili ogni mese.

Il bilancio del 2025 restituisce quindi una ripresa fragile e diseguale: meno famiglie tagliano alcuni acquisti ma il cibo pesa di più e il recupero rispetto agli anni precedenti resta incompleto. In Piemonte il reddito reale migliora leggermente; a Torino, la diminuzione di chi riesce a risparmiare mostra quanto sia ancora difficile trasformare la stabilità dei consumi in sicurezza economica.

Redazione