TORINO - Alla vigilia del 3 ottobre, Giornata della memoria e dell'accoglienza, è stata presentata la mozione per la costruzione del sistema cittadino della mediazione interculturale.
La Mole Antonelliana sarà illuminata di arancione, in ricordo dei fumogeni usati come segnale di soccorso in mare. Il legame con la mozione è questo: accogliere non finisce con l'arrivo, e passa anche dalla possibilità di capire e di farsi capire dalle istituzioni.
La mozione, firmata congiuntamente Pd-M5S, impegna sindaco e giunta a costituire un Tavolo interassessorile permanente, ad avviare percorsi di co-programmazione e co-progettazione con gli Enti del Terzo Settore, a favorire il superamento della precarietà delle mediatrici e dei mediatori e a sollecitare il riconoscimento nazionale della loro figura professionale.
L'obiettivo è fare di Torino un laboratorio nazionale di innovazione, con una relazione annuale al Consiglio comunale sui risultati ottenuti.
«Le mediatrici e i mediatori interculturali lavorano ogni giorno negli anagrafi, nelle scuole, nei servizi sociali e sanitari, e sono ancora in gran parte precari. Questa mozione nasce dall'ascolto delle loro richieste» dice Abdullahi Ahmed, consigliere Pd e primo firmatario. «Chiediamo che Torino smetta di considerarli un'emergenza da gestire e li riconosca per quello che sono: una funzione strutturale dei servizi pubblici».
Aggiunge Valentina Sganga, consigliera comunale M5S: «i servizi di mediazione sono distribuiti tra assessorati e direzioni diversi, senza un coordinamento. Il Tavolo interassessorile serve a mettere in ordine le cose, e la co-programmazione con il Terzo Settore a lavorare insieme, non solo ad acquistare prestazioni. È un lavoro che abbiamo costruito insieme, e questo ci rende più forti».




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