lineaitaliapiemonte.it | 24 luglio 2026, 14:24

La Lega vuole la Zona Economica Speciale per il Piemonte

Depositata in Consiglio regionale la mozione a sostegno della proposta di legge presentata alla Camera. Molinari e Ricca: «Il Piemonte sia riconosciuto territorio strategico»

La Lega vuole la Zona Economica Speciale per il Piemonte

TORINO - Il capogruppo della Lega Piemonte in Consiglio regionale, Fabrizio Ricca, ha depositato una mozione che impegna la Giunta regionale a sostenere l'approvazione della proposta di legge istitutiva della Zona Economica Speciale delle aree transfrontaliere del Nord Italia e a rivendicare per il Piemonte il riconoscimento di territorio strategico.

La proposta di legge è stata presentata alla Camera dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e Segretario federale Matteo Salvini e dal capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati, Riccardo Molinari.

«Il Piemonte è una delle principali regioni manifatturiere, esportatrici e logistiche d'Europa con più di sessanta miliardi di export all'anno, filiere di rilievo internazionale nell'automotive, nell'aerospazio, nella meccatronica e nell'agroalimentare».

La mozione richiama la collocazione infrastrutturale della regione — il Corridoio Mediterraneo della rete TEN-T, i trafori del Frejus, del Monte Bianco e del Sempione, la nuova linea ferroviaria Torino-Lione, il sistema interportuale di Orbassano, Novara e Alessandria — e la presenza di aree riconosciute di crisi industriale complessa.

«La proposta di legge non disegna una mappa, ma fissa dei criteri – spiega Molinari –. Individua le aree di confine, ma consente di ricomprendere anche i territori che con quelle aree hanno una continuità funzionale, economica o infrastrutturale stabile, oltre alle aree di crisi industriale. Sarà poi il Governo a definire i perimetri. Dal Piemonte passano le principali direttrici verso l'Europa occidentale e qui si concentra una parte decisiva della manifattura del Nord-Ovest».

Cosa cambia con le ZES

Per le imprese insediate nei territori compresi nella ZES la proposta di legge prevede un credito d'imposta sugli investimenti realizzati nell'area, una riduzione del carico tributario regionale e locale, un esonero contributivo per le nuove assunzioni e l'accesso a procedure autorizzative semplificate, con regimi speciali per l'accelerazione dei termini procedimentali.

Sul modello della ZES unica per il Mezzogiorno, dove l'autorizzazione unica sostituisce una pluralità di titoli e permessi, i tempi medi delle procedure si sono ridotti a circa trenta giorni. Le agevolazioni sono condizionate al mantenimento della sede operativa e produttiva principale nell'area per almeno cinque anni.

Oltre al sostegno all'iter parlamentare, la mozione impegna la Giunta a promuovere presso il Governo un tavolo istituzionale permanente con le Regioni e le rappresentanze economiche, per definire il perimetro della ZES e individuare infrastrutture, poli logistici e aree industriali da ricomprendere fra i territori beneficiari.

«Il perimetro non può essere disegnato a tavolino – concludono Ricca e Molinari –. Per la Lega resta prioritario l’ascolto verso chi produce, chi assume e chi esporta, a partire dalle aree in riconversione, che sono proprio quelle che una politica industriale seria deve mettere al centro. Per questo chiediamo un dialogo permanente e il coinvolgimento diretto delle rappresentanze imprenditoriali piemontesi: è il modo per arrivare a uno strumento che funzioni davvero e che valorizzi il territorio».