“Criminalità, tensioni sociali e organici insufficienti: non è più una città ordinaria”
La sicurezza a Torino torna al centro del dibattito politico con toni sempre più accesi. La richiesta avanzata dal SIULP torinese di elevare la Questura del capoluogo piemontese alla fascia delle grandi metropoli — al pari di Roma, Milano e Napoli — trova il pieno sostegno di Roberto Rosso e Marco Fontana, esponenti di Forza Italia.
Secondo i due dirigenti azzurri, le parole del segretario provinciale del SIULP, Eugenio Bravo, rappresentano “una presa d’atto chiara e non più aggirabile” della situazione reale sul fronte della sicurezza.
“Una realtà sotto gli occhi di tutti”
Rosso e Fontana parlano senza mezzi termini:
«Da anni denunciamo che Torino presenta caratteristiche operative e criminali paragonabili alle realtà più complesse del Paese. Oggi questa verità viene certificata da chi ogni giorno lavora sul territorio».
Una posizione che segna un punto politico preciso: la sicurezza, sostengono, non è più una questione di percezione ma un dato oggettivo, confermato da indagini, operazioni giudiziarie e valutazioni sindacali.
L’attacco alla sinistra: “Per anni minimizzato il problema”
Nel mirino dei due esponenti di Forza Italia finiscono le amministrazioni del passato:
«Per oltre trent’anni la città è stata governata da classi dirigenti di sinistra che hanno sistematicamente minimizzato il problema sicurezza, liquidando le preoccupazioni dei cittadini come semplici percezioni».
Un’accusa pesante, che punta il dito contro quella che viene definita una sottovalutazione cronica del fenomeno.
Criminalità organizzata e tensioni sociali
Il quadro delineato è preoccupante:
radicamento della ’ndrangheta
infiltrazioni economiche e istituzionali
microcriminalità diffusa
tensioni costanti sul fronte dell’ordine pubblico
carenza di organico nelle Forze dell’ordine
«Continuare a fingere che tutto questo non esista — affermano — significa mancare di rispetto ai cittadini e agli operatori in divisa».
“Servono più risorse e poteri speciali”
Per Rosso e Fontana, la riclassificazione della Questura è solo il primo passo. L’obiettivo è più ambizioso: dotare Torino di strumenti straordinari, sul modello di quelli previsti per Roma Capitale e, in parte, per altre grandi città italiane.
«Servono risorse, personale e poteri adeguati alla complessità del territorio. Torino non può più essere trattata come una città ordinaria».
“Non ci sono più alibi”
La chiusura è netta: «Chi ha amministrato Torino per decenni deve riconoscere gli errori. La sicurezza non è mai stata una percezione, ma una realtà concreta. Oggi non ci sono più alibi».
Il tema sicurezza torna così al centro dell’agenda politica cittadina, con un confronto destinato a intensificarsi nei prossimi mesi.





