CAMPIGLIONE FENILE – Si addensano nuove nubi sul futuro della Hanon Systems di Campiglione Fenile. L’azienda, specializzata nella produzione di sistemi elettrici ed elettronici per il settore automotive e con circa 500 lavoratori impiegati, ha comunicato il trasferimento in Cina della linea produttiva EWP, considerata la più strategica e redditizia dell’intero stabilimento.
Una decisione che rischia di avere pesanti ripercussioni sul territorio pinerolese e che arriva in un contesto già segnato dalla crisi del comparto auto. Secondo quanto emerso, la scelta rientrerebbe in una strategia della casa madre coreana orientata alla riduzione dei costi produttivi.
La denuncia delle RSU: “Decisione nascosta ai tavoli sindacali”
La notizia è emersa grazie all’attività di monitoraggio delle rappresentanze sindacali interne. Le RSU di stabilimento contestano il comportamento aziendale, sostenendo che la decisione fosse già nota ai vertici il 25 marzo 2026, durante un incontro con le organizzazioni sindacali presso l’Unione Industriale, senza che venisse comunicata ufficialmente.
Un atteggiamento che, secondo i sindacati, non può che incrinare il rapporto di fiducia tra azienda e lavoratori.
Sciopero con alta adesione
La risposta dei dipendenti non si è fatta attendere. Lo sciopero proclamato dalle RSU il 23 aprile 2026 ha registrato una partecipazione molto elevata, segnale del forte malcontento interno e della preoccupazione crescente per il futuro occupazionale.
Per i rappresentanti dei lavoratori, la perdita della linea EWP non rappresenta soltanto una questione aziendale, ma un tema industriale e sociale che coinvolge l’intero territorio.
UILM: “Ennesima delocalizzazione, serve una legge”
Duro l’intervento di Dino Giuliano, della UILM-UIL: “Stiamo assistendo all’ennesima operazione di delocalizzazione. Oggi la mette in pratica Hanon Systems di Campiglione, ma è una pratica diffusa dai grandi gruppi industriali. Servirebbe una legge ad hoc che limitasse tale comportamento. Ancora una volta toccherà al sindacato gestire e trovare soluzioni per limitare l’impatto sui lavoratori coinvolti”.
Fim-Cisl: “Quindici milioni di euro di produzione lasciano il sito”
Preoccupata anche la posizione della Fim-Cisl, il responsabile della zona di del Canavese, Arcangelo Montemarano: “Dopo l’incontro di oggi non ci sono più dubbi: la linea EWP viene trasferita in Cina. Quindici milioni di euro di produzione lasciano uno stabilimento che nel 2026 registra già un fatturato ai minimi storici. I lavoratori hanno già pagato due mobilità volontarie e la perdita di un ramo d’azienda redditizio. Ora pretendiamo fatti concreti: un piano industriale serio, tempi certi e garanzie occupazionali scritte”.
Fiom-Cgil: “No all’indebolimento produttivo”
Sulla stessa linea Pino Lo Gioco della Fiom-Cgil: “Rigettiamo l’idea del trasferimento della linea di ultima generazione. Chiediamo un tavolo tecnico per analizzare alternative industriali che garantiscano un ruolo di primo piano nella componentistica auto allo stabilimento di Campiglione. Non siamo disposti ad accompagnare la direzione aziendale in un percorso di indebolimento delle capacità produttive”.
Attesa per istituzioni e confronto aziendale
Ora l’attenzione si sposta sulle prossime mosse dell’azienda e sull’eventuale coinvolgimento delle istituzioni locali e regionali per regolare una partita che riguarda la sopravvivenza industriale di uno dei principali poli produttivi della zona.





