lineaitaliapiemonte.it | 21 aprile 2026, 11:49

Secondo il PD «la riforma degli istituti tecnici impoverisce l'offerta didattica»

Le consigliere Pentenero e Conticelli: «Vengono disgregati i quadri orari delle materie, si taglia pesantemente sulla didattica e sull’educazione, che rappresentano il fulcro fondamentale della scuola, soprattutto nel primo biennio»

Secondo il PD «la riforma degli istituti tecnici impoverisce l'offerta didattica»

TORINO - C'erano anche alcuni esponenti del PD piemontese al presidio promosso dalla Rete degli istituti superiori in mobilitazione di Torino e area metropolitana contro il riordino degli istituti tecnici.

«Abbiamo presentato un’interrogazione urgente perché la nuova assessora all’Istruzione ci illustri con tempestività quali iniziative intenda intraprendere per tutelare la qualità dell’offerta formativa e il ruolo della scuola pubblica sul territorio piemontese» hanno detto Gianna Pentenero e Nadia Conticelli, rispettivamente presidente del Gruppo PD e consigliera regionale. 

«Vengono disgregati i quadri orari delle materie, si taglia pesantemente sulla didattica e sull’educazione, che rappresentano il fulcro fondamentale della scuola, soprattutto nel primo biennio» aggiungono le consigliere.

Sotto la lente di osservazione dell'opposizione la riduzione del tempo scuola, con il conseguente rischio di riduzione dei saperi e esuberi per il personale docente, il taglio delle discipline umanistiche e scientifiche, con l’impoverimento dell’offerta formativa, il superamento del biennio comune e l’anticipazione delle scelte formative degli studenti con l’abbassamento dell’età per l’accesso ai percorsi di formazione scuola-lavoro corrono il rischio di trasformare la scuola in direzione eccessivamente orientato alle esigenze produttive, a scapito della sua funzione educativa e formativa.

«Nel momento in cui il mondo del lavoro, anche tecnico, chiede sempre di più una formazione che non trascuri nel suo percorso le conoscenze umanistiche, il Mistero non può distrarsi applicando modelli non adatti ai tempi dei nostri giovani e della richiesta proveniente dal mondo del lavoro. Chiediamo che la Regione si faccia parte attiva nell’interlocuzione con il Governo e nell’accogliere le esigenze del mondo scolastico piemontese» concludono Pentenero e Conticelli.