lineaitaliapiemonte.it | 13 aprile 2026, 15:09

Aree industriali dismesse per il fotovoltaico, vittoria di Coldiretti e dell'agricoltura torinese

Il presidente Bruno Mecca Cici: «Non siano contrari alle energie rinnovabili ma abbiamo proposto che per le centrali fotovoltaiche si utilizzino le aree già compromesse e si lascino i terreni agricoli alle aziende agricole»

Aree industriali dismesse per il fotovoltaico, vittoria di Coldiretti e dell'agricoltura torinese

TORINO - Per l'agricoltura torinese -  e per Coldiretti -  è una buona notizia la scelta delle aree industriali dismesse per sviluppare l’energia fotovoltaica varata dalla Giunta regionale.

L'approvazione del disegno di legge sulla disciplina e individuazione di ulteriori aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili protegge i terreni agricoli dall'assalto della speculazione energetica.

Il disegno di legge, anche se non protegge esplicitamente i campi coltivati, individua quali aree di sviluppo per l'energia fovoltaica piemontese i tetti dei fabbricati, le aree industriali dismesse, le aree intercluse di svincoli o di pertinenza di autostrade e ferrovie. 

«Coldiretti Torino - dichiara il presidente Bruno Mecca Cici - ha sempre denunciato il tentativo di accaparramento dei terreni di pianura e collina in atto da parte di società immobiliari ed energetiche. Una corsa alla costruzione di campi fotovoltaici a terra che, da una parte sottrae terreni all'agricoltura, e dall'altra stravolge il mercato degli affitti e della compravendita facendo schizzare alle stelle il prezzo dei terreni agricoli. Terreni che, con l'incetta a scopo energetico raddoppiano o triplicano il loro valore, mettendo fuori mercato l’agricoltura».

Un disegno di legge che arriva dopo anni si sensibilizzazione e mobilitazione.

«Non siano contrari alle energie rinnovabili, anzi, abbiamo sempre denunciato i limiti assurdi posti allo sviluppo dell'energia solare sui tetti dei fabbricati agricoli. Ma abbiamo anche proposto che per le centrali fotovoltaiche si utilizzino le aree già compromesse e si lascino i terreni agricoli alle aziende agricole. Questa iniziativa legislativa della Regione arriva dopo anni di battaglie e la consideriamo una prima vittoria per l'agricoltura piemontese. Ora dobbiamo tutti vigilare perché la nuova norma arrivi a una rapida approvazione in Consiglio e venga attuata sulle tante aree industriali abbandonate presenti in tutto il territorio».