Si è svolta in videocollegamento l’audizione del prof. Jay Bhattacharya, figura di spicco nel dibattito internazionale sulla gestione della pandemia, direttore dei National Institutes of Health (NIH), l’agenzia federale statunitense responsabile della ricerca biomedica (conferito dal Senato USA nel marzo 2025).
Lockdown inefficaci e costi sociali
L’esperto ha ribadito alla Commissione che i lockdown generalizzati adottati in molti Paesi durante la pandemia di COVID 19 non hanno prodotto una riduzione significativa della mortalità comparata, ma hanno comportato impatti economici, sociali e sanitari collaterali molto gravi.
“I lockdown sono stati una delle decisioni più catastrofiche in termini di salute pubblica, hanno arrecato danni enormi alla società e non hanno protetto in modo significativo i più vulnerabili” ha affermato Bhattacharya, citando confronti tra paesi con politiche restrittive come gli Stati Uniti e quelli con approcci più “aperti” come la Svezia.
Durante lo scambio con il deputato Claudio Borghi (Lega), il professore ha confermato che l’analisi dei dati internazionali mette in dubbio l’efficacia delle chiusure generalizzate, suggerendo la necessità di strategie alternative.
Vaccini: efficacia limitata nella trasmissione
Interrogato dal senatore Alberto Bagnai (Lega), Bhattacharya ha sottolineato che i vaccini anti COVID 19, pur avendo avuto un ruolo nella riduzione della gravità della malattia, non sono stati progettati per bloccare la trasmissione del virus in modo duraturo e che la protezione contro l’infezione tende a diminuire rapidamente nel tempo.
“La capacità dei vaccini di fermare il contagio nella comunità è limitata, la protezione contro l’infezione dura pochi mesi e questo cambia la giustificazione per mandati vaccinali estesi”, ha dichiarato il direttore dei NIH, evidenziando come la comunicazione pubblica abbia spesso sovrastimato questi effetti protettivi.
Immunità naturale: riconoscimento necessario
Bhattacharya ha richiamato l’attenzione sul ruolo dell’immunità acquisita naturalmente da chi ha superato l’infezione, definendola un elemento importante che è stato sottovalutato nelle politiche di salute pubblica:
“Le persone che hanno avuto COVID e si sono riprese possiedono una protezione significativa, che dura più a lungo. Ignorare questo nei modelli di politica pubblica è stato un errore”, ha osservato.
L’intervento ha sottolineato come un approccio mirato alla protezione dei più vulnerabili possa combinarsi meglio con l’utilizzo dei vaccini, piuttosto che fare affidamento su misure universali restrittive.
Gestione politica, scienza e libertà individuali
Il prof. Bhattacharya ha sollevato dubbi sul modo in cui molte decisioni durante la pandemia sono state prese, affermando che talvolta le politiche non sono state pienamente basate su evidenze solide ma piuttosto su narrative politiche dominanti del momento. “È fondamentale basare le scelte di salute pubblica sui dati reali e non sulla paura , la scienza prospera quando è aperta a dibattito e critica”, ha detto, ribadendo l’importanza di un dialogo scientifico trasparente.
Il senatore Lucio Malan (FdI) ha affrontato con lui il tema delle implicazioni per i diritti individuali, ottenendo conferme sulla necessità di bilanciare la protezione sanitaria con la tutela delle libertà fondamentali.
Un dibattito che prosegue
L’audizione ha rappresentato un’occasione per confrontare visioni critiche sulle scelte di politica sanitaria adottate durante la pandemia con un personaggio oggi al centro delle istituzioni sanitarie statunitensi. Inoltre da febbraio 2026 lo scienziato è acting Director dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l’agenzia statunitense che elabora raccomandazioni di sanità pubblica e gestisce le emergenze sanitarie nazionali. Prima di assumere i due più alti incarichi di politica sanitaria pubblica negli Stati Uniti, Bhattacharya è stato professore di medicina, economia sanitaria e politica sanitaria alla Stanford University, dove ha anche diretto il Stanford Center on the Demography and Economics of Health and Aging e ha ricoperto numerosi ruoli accademici interdisciplinari, tra cui senior fellowship presso istituti di ricerca





