lineaitaliapiemonte.it | 18 marzo 2026, 10:54

Patologie croniche, un torinese su tre costretto a tagliare le spese per curarsi

A dirlo un sondaggio Nomisma-UniSalute Il 37% di chi ha dovuto svolgere esami o visite specialistiche per una patologia cronica si è rivolto almeno in parte alla sanità privata

Patologie croniche, un torinese su tre costretto a tagliare le spese per curarsi

TORINO - Sono anni che in Italia la speranza di vita alla nascita è in crescita, ma lo stesso non si può dire per gli anni di vita in buona salute: sempre più cittadini si trovano infatti a convivere con patologie croniche e, per sostenere i costi legati al trattamento delle loro malattie, spesso sono costretti a fare delle rinunce.

Come rileva l’ultima indagine realizzata da Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute, la città di Torino non fa eccezione, con il 33% degli abitanti affetti da patologie croniche che ha rinunciato a vacanze, cene fuori o acquisti importanti negli ultimi 12 mesi. 

Alla fine gli esami si rimandano

Questa necessità di tagliare le spese nasce dal fatto che molto spesso - 56% dei casi - la cura e il monitoraggio di malattie croniche richiedono di effettuare regolarmente delle visite specialistiche. Infatti, quasi la metà dei rispondenti (48%) dichiara di averne fatte numerose – anche più di quattro – negli ultimi 12 mesi, perché previste nel percorso di cura.

Essendo molto spesso non rimandabili, tali cure, a cui si legano esami specifici e l’acquisto di farmaci relativi, arrivano ad avere un’incidenza molto significativa sul budget di una persona o di una famiglia, soprattutto se consideriamo che più di un terzo dei torinesi che devono sottoporsi a tali controlli e cure (il 37%) si è rivolto almeno in parte alla sanità privata per visite e prestazioni relative.

Non tutti i malati cronici però dispongono delle risorse necessarie per garantirsi controlli e cure adeguate. Il 9% del campione ha infatti dichiarato di aver ridotto il numero delle visite negli ultimi 12 mesi, soprattutto a causa degli elevati costi delle prestazioni (42%).

Quasi la totalità (90% di chi ha svolto meno esami) si è anche lamentata degli elevati tempi d’attesa, altro fattore disincentivante.

Non va poi dimenticato che l’assistenza almeno parziale da parte di altre persone è necessaria per la cura di quasi un paziente su quattro (22%), fattore che contribuisce ad aumentare le spese.

Come incidono le patologie

Tra le cronicità più diffuse figurano l’ipertensione arteriosa, di cui il 39% dei torinesi afferma di soffrirne in prima persona o di avere un familiare stretto che ne è affetto, l’osteoporosi e l’artrosi (28%), il diabete (25%) e le malattie cardiovascolari (22%). Queste e altre tra le patologie croniche più diffuse sono diagnosticate in genere dopo i 40 anni: ciò è vero nel 90% dei casi di diabete, nell’87% per osteoporosi e artrosi, nel 79% per l’ipertensione e nel 72% per le malattie del cuore.

In una situazione così complessa, un supporto concreto per semplificare la gestione di una patologia cronica può venire dai servizi di telemonitoraggio. Tuttavia, ad oggi solo il 7% dei torinesi affetti da cronicità li utilizza, nonostante l’83% di chi li usa ne riconosca l’utilità. Molti dichiarano ancora di non conoscerli affatto (63% del campione), spesso semplicemente perché nessuno glieli ha mai consigliati (28%).