ROMA – Zetronic riassorbirà nei prossimi tre anni tutti i 368 lavoratori Lear. È quanto è emerso al tavolo riunito al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Lear, accantonato il progetto FIPA, ha presentato a governo e sindacati la nuova ipotesi di investimento. Interessata a rilevare lo stabilimento di Torino, attraverso la società Mechatronix, è la Zetronic del gruppo Fulchir, che conta 670 dipendenti.
Il progetto – spiegano in un comunicato congiunto Fim Fiom e Uilm – prevede la riconversione in sei settori: stampaggio di prodotti in metallo e assemblaggio di assiemi per automotive; assemblaggio di prodotti meccatronici e di cablaggi; produzione di sedili per aeronautica; realizzazione di strutture per pannelli fotovoltaici; riciclo di batterie; produzione e assemblaggio di veicoli elettrici L6 e L7.
L’offerta riguarderebbe tutti i 368 dipendenti di Lear interessati, che verrebbero riassorbiti al lavoro in tre anni: il primo anno 100, il secondo 230 e il terzo 368.
In verità il passaggio dei lavoratori avverrebbe subito per intero con trasferimento di ramo d’azienda e implicherebbe quindi in avvio la collocazione in cassa integrazione o solidarietà. L’investimento ammonterebbe a 20 milioni di euro. A pesare sulla scelta il rapporto di collaborazione in essere con Lear.
Nelle prossime settimane si avvierà la procedura di trasferimento di ramo azienda. «Per il prossimo incontro al Mimit, previsto per l’8 aprile, abbiamo chiesto che sia presente anche il Ministero del Lavoro, poiché un percorso che dura tre anni implica evidentemente l’utilizzo di ammortizzatori sociali» la posizione dei sindacati.
«Per quanto di nostra competenza la Regione Piemonte è pronta a dialogare con l’azienda che ha manifestato l’interesse ad acquisire lo stabilimento e a mettere in campo tutti gli strumenti di formazione e riqualificazione disponibili, così come la certificazione delle competenze laddove servisse» ha detto la vicepresidente della Regione Elena Chiorino. «L’obiettivo è accompagnare i lavoratori in questo passaggio delicato e prepararli al meglio alla nuova fase produttiva».





