Le imprese femminili registrate in Piemonte al 31 dicembre sono 93.489, le imprenditrici artigiane sono 30.584, pari al 22,0% del totale degli imprenditori artigiani
TORINO - In Piemonte le donne non sono una presenza marginale dell’artigianato: sono una componente strutturale del sistema produttivo regionale.
Le imprese femminili registrate a dicembre 2025 sono 93.489 (19.735 artigiane pari al 21,1%).
A fine 2025 le imprenditrici artigiane sono 30.584, pari al 22,0% del totale degli imprenditori artigiani, un’incidenza superiore alla media nazionale (21,9%).
Nell’ultimo anno la contrazione femminile è stata di -0,8%, inferiore al calo complessivo (-1,2%). Una dinamica che evidenzia una maggiore capacità di tenuta del tessuto imprenditoriale femminile, pur dentro una fase economica complessa.
Il Piemonte è la quarta regione italiana per numero di donne con cariche nelle imprese artigiane, dopo la Lombardia, Veneto e Emilia Romagna.
Il 55,7 % ricopre il ruolo di titolare, il 20,6% è amministratore e il 20% è socia. Le imprese sono di piccola dimensione e fortemente radicate nel territorio: oltre il 50% ha tra 1 e 9 addetti, con una struttura che tiene insieme imprenditorialità, occupazione e comunità.
I settori di attività confermano il ruolo strategico delle donne nell’economia reale: 49,1% nei servizi alla persona, 26,4% nel manifatturiero, 14,6% nei servizi alle imprese, 10,1% nelle costruzioni.
I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese su fonte Unioncamere-Infocamere.
Tra gli ostacoli rilevati dalle imprenditrici artigiane prevale in nodo della burocrazia (54,5%), perchè spesso sproporzionata rispetto alla dimensione delle imprese artigiane. Subito dopo emerge il tema della conciliazione tra lavoro e vita privata (53,4%), che riguarda imprese di ogni dimensione, con o senza dipendenti. Infine, la liquidità e l’accesso al credito (41,7%), particolarmente critici nelle fasi economiche incerte. Il 27,1%, invece, lamenta la mancanza di tempo per formazione e aggiornamento delle competenze.
«Un dato significativo che abbiamo rilevato è che una minima parte di imprese femminili ha utilizzato misure di sostegno specifiche – rileva Sara Origlia, Presidente del Movimento Donne di Confartigianato Imprese Piemonte – e questo non perché non ci sia necessità, ma spesso per scarsa conoscenza delle opportunità, perchè le procedure sono complesse o perché i requisiti non sono conformi con la realtà delle piccole imprese artigiane. È, quindi, necessario aprire una riflessione sull’efficacia delle politiche pubbliche, non basta stanziare risorse, serve renderle accessibili e realmente utilizzabili anche dalle micro e piccole imprese».

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