Video | 24 febbraio 2026, 14:43

A Porta Palazzo il cibo racconta anche la nostra storia [Video]

Il mercato di Porta Palazzo a Torino racconta storie. Lo fa attraverso il cibo, anzi i cibi, che sono un filo rosso attraverso cui si realizzano ricette ma soprattutto si trasmettono emozioni, sentimenti, ricordi. Come racconta a "Podcast a domicilio" Gabriele Proglio, docente di Storia contemporanea all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, autore del volume “Porta Palazzo, storia orale e sensoriale del mercato più grande d'Europa”

A Porta Palazzo il cibo racconta anche la nostra storia [Video]

TORINO – Il cibo è il filo rosso che unisce persone, luoghi e storie. E a Torino esiste un crocevia che fa da punto d'incontro tra culture e comunità, in cui l'immigrazione – da metà Ottocento in avanti – ha trovato il suo baricentro.

Stiamo parlando di Pòrta Pila, il mercato di Porta Palazzo, da duecento anni scrigno di colori, profumi, sapori. Gli stessi che diventano ricette e piatti della tradizione, capaci di evocare emozioni e ricordi, di una casa lontana al di là del Mediterraneo come di una festa in famiglia quando a cucinare erano le nonne.

Lo racconta Gabriele Proglio, docente di Storia contemporanea all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, protagonista insieme al suo volume “Porta Palazzo, storia orale e sensoriale del mercato più grande d'Europa” del nuovo episodio di Podcast a Domicilio.

«Il cibo ha la capacità di trasportarci nella quotidianità, dove convivono il passato e il presente» ricorda Prioglio. Che, per comporre il suo mosaico di cucina e di cultura, ha intervistato otto donne di altrettante comunità di migranti, chiedendo loro di farsi tramite con altre connazionali e dar vita a un racconto orale e corale che ha al centro le emozioni e i sentimenti evocati dagli ingredienti delle tante “cucine” che prendono forma dalle scelte degli ingredienti che si possono trovare sui banchi di Porta Palazzo.

Emerge un legame stretto con la memoria e la capacità di dar senso e significato a concetti che la lingua non sempre è capace a tradurre in parole di senso compiuto. «Ci sono molte emozioni che occupano lo spazio tra il luogo di origine e il luogo di arrivo, c'è il sentimento di chi è fiero del proprio paese di origine e soffre perché non riesce a farne parte, c'è il legame con la propria terra che si fa più vico proprio perché sei lontano, tutte sensazioni che ti portano a cucinare cibi e piatti tipici per sentirti vicino a chi ha fatto la tua stessa strada, ovviamente con ingredienti cercati e trovati in questo mercato».

Perché da sempre Porta Palazzo è un luogo aperto e accogliente, dove chi arriva da fuori sa di poter trovare un connazionale, un lavoro, un pasto a poco prezzo e un luogo dove passare la notte.