VENARIA (TO) - Torino sta attraversando da anni una crisi industriale ed economica senza precedenti, causata principalmente dalle difficoltà dei settori automotive e della componentistica, quelli con il maggior numero di addetti.
A ricordarlo, questa mattina durante un volantinaggio al cambio turno dello stabilimento Marelli di Venaria Reale, Cgil Cisl Uil insieme ai delegati sindacali di Ugl, Fismic e Aqcf.
La Marelli - scrivono i sindacati un un documento comune - con i propri settori di ricerca e sviluppo di Torino e Venaria Reale, insieme allo stabilimento produttivo Automotive Lighting e Marelli Suspension Sistem di Rivalta sono un’eccellenza della componentistica auto del torinese.
Nel 2018, per quelle che i sindacati definiscono «logiche e scelte meramente finanziarie piuttosto che industriali» la proprietà Agnelli/Elkann ha venduto l'azienda al fondo statunitense KKR. Già nel 2022, a causa della crisi dei semiconduttori e del calo globale della produzione automobilistica, l’azienda presentava in Giappone dove aveva la sede legale, una procedura di ricomposizione del debito attraverso la quale le banche creditrici abbonavano 3 degli 8 miliardi di debito.
Nel corso del 2025 Marelli Holdings ha avviato una procedura volontaria di Chapter11 presso il Tribunale fallimentare degli Stati Uniti per il distretto Delaware con l’obbiettivo di ristrutturare i propri obblighi di debito a lungo termine.
Ad oggi l’azienda non ha ancora presentato garanzie scritte rispetto alle rassicurazioni date al MIMIT a luglio 2025.
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito, in tutte le sedi aziendali e istituzionali l’urgenza di conoscere i contenuti del piano industriale e le prospettive produttive di ciascuno degli stabilimenti presenti sul territorio nazionale e le relative garanzie occupazionali.
«Per gli stabilimenti torinesi siamo e saremo impegnati insieme alle RSU degli stabilimenti e degli uffici a garantire la permanenza degli enti di ricerca e sviluppo e la prosecuzione dello stabilimento produttivo». L’azienda, aggiungono i sindacati, deve garantire adeguati investimenti, che mancano da anni, deve sopperire alle importanti carenze tecniche e organizzative, si devono creare le condizioni per riuscire a prendere nuove commesse produttive.
«Per queste ragioni faremo le assemblee per parlare alle lavoratrici e ai lavoratori e individuare le azioni da mettere in campo per rilanciare Marelli, l’Automotive Lighting e tutto il settore automotive di Torino con lui l’economia dell’intero territorio».





