lineaitaliapiemonte.it | 23 febbraio 2025, 17:02

Taglio delle liste di attesa, servono più infermieri o la rincorsa sarà inutile

I dubbi di Nursing Up Piemonte: «settemila infermieri in meno, turnover inadeguato e decisioni unilaterali, il piano per le liste di attesa avrà successo?»

Taglio delle liste di attesa, servono più infermieri o la rincorsa sarà inutile

TORINO - «Accogliamo positivamente il piano per la riduzione delle liste d’attesa, perché sappiamo bene quanto questo problema incida sulla vita dei cittadini, tuttavia, se da un lato l’investimento regionale di 37 milioni di euro, rispetto ai 25 milioni precedenti, rappresenta un passo avanti, dall’altro resta irrisolta la questione principale: senza un numero adeguato di infermieri e professionisti del comparto sanitario, il rischio è che il piano non sia realmente attuabile». Questa la preoccupazione di Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up, all'indomani della presentazione della strategia regionale per il recupero delle liste d’attesa attraverso prestazioni aggiuntive in orari serali e nei fine settimana .

Durante l’incontro, il presidente della Regione Alberto Cirio ha riconosciuto che l’investimento economico e le prestazioni aggiuntive non saranno sufficienti a risolvere il problema strutturale delle liste d’attesa. Un segnale di consapevolezza che, però, secondo Delli Carri, deve tradursi in azioni concrete.

Il piano regionale prevede oltre 50.000 prestazioni extra orario entro il 30 giugno 2025, con l’attivazione di servizi aggiuntivi come visite oculistiche il sabato e risonanze magnetiche in fascia serale all'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo. L’adesione media dei pazienti, stimata al 97%, dimostra il forte bisogno di prestazioni sanitarie più accessibili.

Bene il piano ma la carenza di personale rimane

L'investimento - riconoscono dal sindacato - permetterà di ridurre i tempi di attesa ma lascia irrisolta la problematica più grande: quella della carenza di personale nei servizi essenziali. All'appello mancano ancora almeno 7.000 infermieri in Piemonte, con l’accordo regionale dovevano essere fatte 2.000 assunzioni, ma ne mancano ancora 350. «Non si può continuare a spremere come limoni le stesse persone perché manca personale», ha proseguito Delli Carri.

«Non dimentichiamoci che, anche aumentando il numero di prestazioni da 8.000 a 50.000 entro giugno, il problema della carenza di personale rimane. È necessario che la Regione apra gli occhi: non bastano risorse economiche, servono assunzioni e un piano a lungo termine» ha concluso Delli Carri.