lineaitaliapiemonte.it | 14 gennaio 2024, 22:25

Neonato trovato a Villanova Canavese, assessore Marrone: “Diffondiamo informazione sui progetti di parto in anonimato sostenuti dal Fondo Vita Nascente”

In Piemonte esistono già quattro progetti sostenuti con 60mila euro dal Fondo Vita Nascente per garantire il "parto in anonimato" (Comune di Torino, Comune di Novara, consorzio Cissaca Alessandria, Consorzio Csac del Cuneese). L'assessore Marrone: se le polemiche soffocano l'informazione si priva un bambino di una possibilità di vita

Neonato trovato a Villanova Canavese, assessore Marrone: “Diffondiamo informazione sui progetti di parto in anonimato sostenuti dal Fondo Vita Nascente”

"Il finanziamento dei progetti di parto in anonimato sostenuto da Vita Nascente va comunicato adeguatamente sui territori, perché dove le polemiche soffocano l’informazione sul servizio si privano le donne e i bambini di vedersi garantiti privacy alle prime e soprattutto una chance di vita ai secondi". 

A dichiararlo è l'assessore alle Politiche Sociali Maurizio Marrone, dopo l'episodio del neonato trovato a Villanova Canavese che solo per un fortuito caso del destino non è finito in tragedia. Il bambino, secondo i medici partorito appena un'ora prima del ritrovamento, ha rischiato di morire per ipotermia perchè abbandonato in un sacchetto di plastica in un angolo del paese. Fortunatamente un quindicenne lo ha visto e ha chiamato immediatamente i genitori che hanno allertato i soccorsi.

In Piemonte esistono già quattro progetti sostenuti con 60mila euro dal Fondo Vita Nascente per garantire il "parto in anonimato" (Comune di Torino, Comune di Novara, consorzio Cissaca Alessandria, Consorzio Csac del Cuneese). 

Sul territorio torinese il progetto dei servizi sociali del Comune di Torino: "Parto in anonimato, un diritto delle donne", garantisce grazie ai 15mila euro assegnati da Vita Nascente la presa in carico della gestante in difficoltà con sostegno economico e/o la collocazione residenziale e soluzioni a differenza del bisogno e dell'età anagrafica della donna, se maggiorenne o minorenne, oltre che della possibilità di prevedere interventi con persone specializzato educativo, OSS e Doula. 

Il budget è destinato a progetti individualizzati per un minimo di 4 casi per una durata di sei mesi (4 mesi preparto, 2 mesi post). In caso di non riconoscimento del nascituro da parte della donna, la Città di Torino si curerà del neonato fino ad adozione definitiva. Il progetto comunale prevede anche una campagna di "sensibilizzazione e informazione sul diritto di ogni donna ad essere inserita nei percorsi di tutela durante la gravidanza fino al parto".

"Proporrò al Consorzio dei servizi socio assistenziali del Canavese di presentare domanda al Fondo Vita Nascente - dichiara il consigliere della Città Metropolitana di Torino Davide D'Agostino - così che sul nostro territorio possano essere utilizzate in maniera capillare risorse che fanno la differenza".

Redazione

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