lineaitaliapiemonte.it | 14 luglio 2022, 10:47

“Tutti dentro” non ci stanno. Fine dell'equivoco. Di Paolo Turati*

Il governo Draghi del “tutti dentro” è nato per rispondere alla crisi economica ma ci si ritrova ora in una situazione ancora peggiore: inflazione, debito pubblico, recessione. E riforme solo annunciate. E' tempo di rimodulare il parlamento sulla base del consenso corrente

“Tutti dentro” non ci stanno. Fine dell'equivoco. Di Paolo Turati*

Mentre si sprecano i commenti su quanto sta accadendo - da Alessandro Sallusti che sulla prima pagina odierna di Libero titola, riferendosi ai M5S, "Meglio finirla qui: Non si può restare ostaggio di 40 incapaci", a Stefano Folli col suo editoriale "Il punto", anche qui in prima pagina di Repubblica, che prevede "La Legislatura agli sgoccioli"- ci si avvicina ad un ripristino sostanziale, a livello politico, rispetto all'equivoco del "tutti dentro" che il Governo Draghi aveva per un anno reso verosimile.

I risultati? Obiettivamente scarsi( sì che la congiuntura globlae è pesante ma non si può dare sempre la colpa alle cose esterne) se non nulli. Nato -il Governo Draghi a cui in molti abbiamo creduto- per combattere la Crisi economica( una delle varie che si susseguono senza soluzione di continuità, in quel caso esacerbata dalla pandemia), ci si ritrova in una Crisi peggiore di prima, con l'Inflazione fuori controllo, il Debito pubblico ai massimi, la Recessione ormai certa( e, quindi, la Stagflazione che diventa realtà), lo Spread ben oltre i 200 punti pronto a salire ancora e i Mercati finanziari alla canna del gas.

L'unica cosa in cui è stato efficiente è stato nel farsi erogare i fondi europei del Pnrr( peraltro solo un terzo a fondo perduto -e peraltro a quel fondo perduto contribuiamo sostanzialmente coi nostri contributi annui, e siamo ampiamente fra i maggiori contributori netti, all'Europa- mentre gli altri sono ulteriori debiti per il nostro Stato) favorendo la mini ripresa del 2021 dopo il crash del 2020, mentre per il resto le cosiddette Riforme sono state puro esercizio di enunciazione( e non avrebbe potuto che essere così stante la variegata compagine degli "azionisti" della maggioranza governativa).

Non è il massimo andare a votare a Ottobre( nel caso toccherà ricorrere all'Esercizio provvisorio) con quello che succede in giro ma è ora di farlo per rimodulare in modo coerente le consistenze parlamentari dei Partiti rispetto al consenso corrente dopo l'equivoco dannoso del "Periodo M5S", che si ridurrà ad un Partito percentualmente 'single digit' votato più che altro dai percettori del Reddito di Cittadinanza( che avrà probabilmente vita breve, visto che è costato moltissimo, anche in termini di truffe -così come l'altro Provvedimento insensato del Bonus 110%- e ha reso pochissimo).

*Paolo Turati, docente Economia degli Investimenti

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