lineaitaliapiemonte.it - 07 luglio 2022, 16:46

Ulteriori 1820 uscite incentivate dal gruppo Stellanti in Italia

Oggi incontro tra la direzione Stellantis e le organizzazioni sindacali per discutere di ulteriori 1820 uscite incentivate dal gruppo Stellantis in Italia di cui ben 600 nell'area torinese. Fim, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr: “Si tratta di un accordo positivo perché permetterà di adeguare gli organici in modo socialmente responsabile prevedendo un concreto ed innovativo strumento di ricollocazione attiva, ad esclusiva adesione volontaria”. La Fiom: “È evidente che l’attuale strategia dell’azienda sia quella di svuotare il più possibile Mirafiori”

Ulteriori 1820 uscite incentivate dal gruppo Stellanti in Italia

“Abbiamo firmato oggi un accordo con Stellantis per migliorare ulteriormente gli incentivi già previsti negli accordi precedenti e prevedendo nuovi percorsi di ricollocazione, relativamente alle uscite esclusivamente volontarie di anticipo pensionistico e non, negli uffici e nelle fabbriche del gruppo. Questo consentirà di ridurre in Stellantis l’utilizzo di ammortizzatori sociali che stanno impattando negativamente sui redditi dei lavoratori”. Così il comunicato firmato da Fim, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr a proposito dell'accordo sulle ulteriori uscite incentivate dal gruppo Stellantis. Nello stesso comunicato vengono dettagliati i termini dell'accordo: Attualmente l’occupazione complessiva in Stellantis in Italia è di quasi 49.000 dipendenti, le possibilI uscite volontarie previste sono massimo 1.820, pari al 3,7%.

Più precisamente, in alcuni stabilimenti ed enti erano state già raggiunte delle pre intese su uscite volontarie, pari a circa 752, mentre in altri saranno avviate le relative procedure per le restanti 1.068. Le uscite avverranno sulla base del criterio della volontarietà, o per meglio dire della non opposizione alla risoluzione del rapporto di lavoro, nell’ambito delle unità e delle mansioni interessate per cui sussiste un’eccedenza.

Per chi può raggiungere la pensione entro 48 mesi, gli incentivi saranno tali da garantire per i primi 24 mesi, incluso il trattamento di naspi, il 90% della retribuzione e per i restanti 24 mesi il 70% della retribuzione più un importo pari ai contributi volontari da versare.

Per gli operai che non raggiungono la pensione, l’incentivo sarà pari 24 mensilità e comunque a non meno di 55.000 euro, a cui vanno aggiunti 20.000 euro nel caso in cui si risolva il rapporto di lavoro entro il 30 settembre. Per gli impiegati e i quadri che non raggiungono la pensione, l’incentivo varierà in base all’età: per chi ha almeno 50 anni, 24 mensilità per un importo comunque non inferiore a 55.000 euro; per chi ha tra 45 e 49 anni, 18 mensilità; per chi ha tra 40 e 44 anni, 12 mensilità; per chi ha meno di 40 anni, 6 mensilità; in ogni caso a dette mensilità si aggiungeranno 20.000 euro nel caso in cui si risolva il rapporto di lavoro entro il 30 settembre.

Abbiamo inoltre concordato per impiegati e quadri un nuovo strumento, per favorirne la rioccupabilità, che Stellantis metterà a disposizione all’interno un percorso di ricollocazione denominato “active placement”, portato avanti con società specializzate del settore. In questo caso, la risoluzione del rapporto di lavoro con Stellantis avverrà nel momento in cui la persona, sempre su base volontaria, accetti un altro impiego già concretamente individuato presso una società terza, con la formalizzazione scritta del nuovo contratto di lavoro; verrà comunque corrisposto un incentivo pari al 50% di quello normale. Sono in ogni caso fuori da questo percorso eventuali reimpieghi nelle società Iveco, CNHI e Ferrari”.

Toni del tutto differenti quelli della Fiom. Il segretario generale torinese Edi Lazzi e Gianni Mannori responsabile FIOM Mirafiori lanciano un pesante allarme: «Nel giro di un anno esatto con queste ulteriori 600 uscite dagli Enti Centrali di Torino arriviamo a un totale di 1400 solo nelle strutture impiegatizie e a ben 2900 su tutta l’area di Mirafiori. È evidente che l’attuale strategia dell’azienda sia quella di svuotare il più possibile Mirafiori, in particolar modo stanno spingendo sugli impiegati che rappresentano a Torino il 50% di coloro che stanno uscendo dall’azienda. Questo è un segnale doppiamente negativo perché oltre a diminuire l’occupazione, se ne sta andando via la “testa” che progetta, ingegnerizza e sviluppa il prodotto. Ripetiamo nuovamente che serve un progetto per il rilancio di Mirafiori che passa inevitabilmente sul ripensare i suoi spazi, su nuove produzioni, assunzioni di giovani e il riciclo e riutilizzo dei materiali delle auto dismesse. È necessario fare nuovamente sistema con le istituzioni, come abbiamo fatto a marzo, per chiedere al più presto un’ulteriore incontro a Tavares, che dia continuità a ciò che si era accennato in quell’occasione. Dal canto nostro faremo la nostra parte».

Redazione

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