lineaitaliapiemonte.it | 01 giugno 2022, 15:05

La città dell'Aerospazio prende vita ma dove sono i “cittadini”?

La Fiom Cgil sul progetto di Città dell'Aerospazio in corso Marche a Torino: bene l’idea di realizzare laboratori, campus, spazi urbani e museali, ottimo l’insediamento di una settantina di imprese e la creazione di 2500 nuovi posti di lavoro ma finora non c'è stato il coinvolgimento dei lavoratori interessati né delle organizzazioni sindacali. “Non si è ancora aperto un confronto vero sul territorio e dentro le aziende chiamate in causa, chiediamo alle istituzioni locali, Comune e Regione, un incontro urgente”

La città dell'Aerospazio prende vita ma dove sono i “cittadini”?

“Il progetto per sviluppare il settore aerospaziale a Torino prende il nome della Città dell’aerospazio, ma è una città al momento “senza i cittadini”. Così la Fiom Cgil torinese a proposito dell'idea di realizzare laboratori, campus, spazi urbani e museali in corso Marche, con investimenti per un miliardo e cento milioni - di cui 300 milioni di provenienza pubblica. Secondo il sindacato tutto il progetto non ha coinvolto i lavoratori interessati e non ha visto la partecipazione nemmeno delle Organizzazioni Sindacali.


L’area di Corso Marche oggi occupata dalle società Leonardo, Thales Alenia Space e Altec, potrebbe interessare, secondo quanto riportato dai media, anche Avio Aero, Argotec e Collins, oltre a Politecnico e Università di Torino. Dodici progetti in campo: laboratori aziendali e del Politecnico, campus universitario con sezioni di studio specifici, il vecchio aeroporto Torino Aeritalia che dovrebbe essere recuperato e messo a servizio della città aeronautica. 
Un crogiolo di saperi e saper fare.

“Eppure, sottolinea la Fiom, non si è ancora aperto un confronto vero sul territorio e dentro le aziende chiamate in causa”.

I numeri raccontati prevedono entro il 2026 l’insediamento di una settantina di imprese e la creazione di 2500 nuovi posti di lavoro: “Bene. Cominciamo a stabilizzare i lavoratori precari (somministrati o consulenti) di cui le aziende del settore sono già piene. La precarietà del lavoro, anche quello intellettuale, è diventata una piaga e l’aerospazio non fa eccezione”.


Oggi questo settore, nel torinese e in Piemonte, è per importanza strategica al pari dell’automotive e l’investimento di riqualificazione dell’area di corso Marche avrebbe un valore assoluto ma è necessario quantificare, secondo la Fiom, quali potranno essere le reali ricadute su indotto e territorio, anche in considerazione di quali e quante risorse pubbliche saranno investite.

“Crediamo che un progetto di tale portata debba prestare attenzione alle lavoratrici e ai lavoratori (che sono i principali portatori di competenze tecniche reali e concrete e non semplici spettatori), sostengono Valter Vergnano Segretario generale Fiom Cgil Piemonte e Ugo Bolognesi responsabile aerospazio per la Fiom Cgil di Torino, produrre buona occupazione e salvaguardare quel diffuso indotto del settore aeronautico spesso in grave difficoltà negli ultimi anni.


Come Organizzazione Sindacale e come Rappresentanti dei Lavoratori delle aziende della “futura Città dell’aerospazio” chiediamo pertanto alle istituzioni locali, Comune e Regione, un incontro urgente per poter portare la nostre competenze e la nostra esperienza in questo progetto”.

Redazione

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