lineaitaliapiemonte.it | 31 maggio 2022, 16:25

Sciopero alla carrozzeria di Mirafiori, la Fiom: “Condizioni di lavoro insopportabili”

Sciopero Fiom alla Carrozzeria di Mirafiori sulla linea della 500 elettrica, Lazzi: “Organici ridotti al lumicino per le numerosissime fuoriuscite di lavoratori che ci sono state in questi mesi. Mirafiori va rilanciata, non serve continuare ad andare avanti con questa gestione scellerata”

Sciopero alla carrozzeria di Mirafiori, la Fiom: “Condizioni di lavoro insopportabili”

La FIOM-CGIL rende noto che oggi martedì 31 maggio 2022 è stato indetto uno sciopero dai delegati della FIOM, alla Carrozzeria di Mirafiori sulla linea della 500 elettrica. Lo sciopero è stato indetto, come dichiara l'organizzazione sindacale, per le insopportabili condizioni di lavoro e per i carichi troppo elevati anche causati dall’organico ormai ridotto ai minimi termini.

Lo sciopero, dichiara la Fiom, ha avuto un’altissima adesione e tutta la linea di montaggio è stata bloccata.

Edi Lazzi segretario generale della FIOM CGIL di Torino: «Tutti i nodi iniziano ad arrivare al pettine. Non è possibile andare avanti in questo modo, tra la cassa integrazione – che comunque sta continuando – e la produzione che quando va un minimo al rialzo, subito fa aumentare a dismisura i carichi di lavoro che diventano insopportabili per gli operai. Questo accade a causa degli organici ridotti al lumicino per le numerosissime fuoriuscite di lavoratori che ci sono state in questi mesi. Mirafiori va rilanciata, non serve continuare ad andare avanti con questa gestione scellerata, serve un piano complessivo, fatto di nuove produzioni, assunzioni di giovani, diversa organizzazione del lavoro e ripensamento degli spazi dell’intera fabbrica».

Gianni Mannori responsabile di Mirafiori per la FIOM CGIL: «eE' da giorni che i delegati interni fanno presente alla direzione aziendale che i carichi di lavoro sulla linea di montaggio sono troppo elevati, che i lavoratori non riescono a stare dietro ai ritmi produttivi. Purtroppo sono rimasti inascoltati e lo sciopero è la logica conseguenza per provare a trovare delle soluzioni che mi auguro arrivino a breve».

Redazione

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