lineaitaliapiemonte.it | 17 dicembre 2021, 07:55

Piemonte, casi e focolai in crescita ma il Piemonte resta in zona bianca

Pre-Report settimanale del Ministero della Salute - Istituto Superiore di Sanità, l’Rt puntuale calcolato sulla data di inizio sintomi passa da 1.30 a 1.36 mentre la percentuale di positività dei tamponi passa dal 3% al 4%. La Regione ha disposto il potenziamento degli hotspot dedicati ai tamponi e al tracciamento

Piemonte, casi e focolai in crescita ma il Piemonte resta in zona bianca

Nella settimana 6-12 dicembre, in Piemonte il numero dei nuovi casi e dei focolai cresce, come nel resto del territorio nazionale.

L’Rt puntuale calcolato sulla data di inizio sintomi passa da 1.30 a 1.36 mentre la percentuale di positività dei tamponi passa dal 3% al 4%.

L’incidenza è di 275,83 casi ogni 100 mila abitanti, mentre il tasso di occupazione dei posti letto sale, ma resta sempre sotto soglia di allerta (8.4% per le terapie intensive e 10.7% per i posti letto ordinari).

La situazione epidemiologica e il numero dei ricoveri, sempre contenuti, concorrono favorevolmente a mantenere la nostra regione in zona bianca.

Tracciamento: in Piemonte più tamponi

Il tempo medio tra sintomi e test di verifica è di 3 giorni, ampiamente sotto la soglia dei 5 fissata dall’Istituto superiore di Sanità

Il Report settimanale del Ministero della Salute e ISS conferma anche le buone performance del sistema di tracciamento del Piemonte con una media di 3 giorni tra l’inizio dei sintomi e l’esecuzione del tampone per verificare l'eventuale positività al Covid, un tempo ben sotto la soglia massima di 5 giorni fissata dall’ISS.

Il Piemonte inoltre, pur con una incidenza contenuta, è una delle tre regioni italiane che nell’ultimo mese hanno fatto il maggior numero di tamponi (tabella allegata): quasi 1,6 milioni i test eseguiti con una percentuale di positività rilevata tra le più basse a livello nazionale.

L’uso dei tamponi in Piemonte avviene sempre nei casi previsti dall’autorità sanitaria e in particolare è utile ricordare che, nei contesti dove c’è un link epidemiologico (ad esempio i contatti stretti di un caso o la verifica su persone che vivono in un contesto comune quali le strutture residenziali), l’uso di un tampone antigenico o molecolare è considerato dalle autorità sanitarie italiane ed europee equivalente.

Potenziamento hotspot dedicati ai tamponi

Come già anticipato nei giorni scorsi, nell’ultima settimana la domanda di tamponi è cresciuta in modo importante, in Piemonte come nel resto d’Italia, a causa della maggiore circolazione del virus del Covid e il sovrapporsi dei sintomi dell’influenza tradizionale, che è necessario comunque verificare. Proprio per questo la Regione ha disposto il potenziamento degli hotspot dedicati ai tamponi e al tracciamento attraverso il supporto delle aziende ospedaliere che, dove possibile, stanno attivando al loro interno nuovi hotspot o mettendo a disposizione delle Asl il proprio personale, per potenziare il servizio degli hotspot già esistenti.

Cirio e Icardi: grazie a tutti gli operatori sanitari

"Tutto questo - sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi - è frutto di un grande sforzo che tutta la macchina sanitaria ha messo e continua a mettere in campo. Un lavoro enorme di cui è giusto dare merito ai nostri operatori sanitari, perché stanno facendo il possibile e anche l’impossibile per i propri concittadini. Senza sosta da due anni”.

Redazione

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