lineaitaliapiemonte.it | 22 novembre 2021, 22:35

Il trucco per obbligare tutti gli italiani alla terza dose riducendo a 24 ore la durata del tampone

Il questi giorni le veline governative stanno sussurrando che fra le misure da adottare per fermare l’escalation dei contagi c’è quella della riduzione della durata del tampone antigenico per andare al lavoro da 48 a 24 ore. E’ ovvio che è praticamente impossibile per un lavoratore andare a tamponarsi ogni giorno per poter lavorare e a quel punto deve necessariamente vaccinarsi. Ma il trucco per introdurre subdolamente l’obbligo vaccinale non è rivolto ai quattro gatti irriducibili no vax. Magari fosse così: il vero obiettivo è il braccio degli ignari italiani. Con la riduzione del green pass a 9 mesi, a partire dal prossimo anno, milioni di italiani si ritroveranno progressivamente col lasciapassare scaduto e saranno costretti a rinnovarlo perchè estenderanno lo stato di emergenza fino a giugno. Negando persino la possibilità di fare il tampone ogni 48 ore, tutti gli italiani saranno costretti a farsi la terza dose perchè è impossibile tamponarsi ogni giorno. Vogliamo essere fiduciosi e pensare che le indiscrezioni delle veline siano state guidate per incentivare la vaccinazione dei pochi rimasti. Se così non fosse c‘è veramente da vergognarsi perchè non si era mai arrivati a tanto: doversi fare iniettare il vaccino per poter esercitare il proprio diritto al lavoro

Il trucco per obbligare tutti gli italiani alla terza dose riducendo a 24 ore la durata del tampone

Ovviamente, come al solito, ci si nasconde dietro il parere tecnico del CTS: ce lo dice la scienza. Hanno tirato fuori la storia che il tampone antigenico rapido può dare dei falsi negativi e pertanto, a causa di ciò bisogna ridurre la durata del tampone a 24 ore.

Premettiamo che a livello mondiale viene riconosciuta ai tamponi antigenici un’affidabilità fra il 95 e 97% e pertanto non si riesce a comprendere perchè solo in Italia il tampone non dovrebbe essere affidabile.

Dicono che oggi l’affidabilità è del 75% (solo falsi negativi, mai falsi positivi, chissà perchè …). Ma ammesso che questa storiella sia vera, sarebbe comunque sempre meglio dell’efficacia del vaccino, che come noto e come dichiarato dalle stesse case produttrici, dopo pochi mesi scende sotto al 50%.

E allora dovrebbero spiegare perchè ad una persona non è permesso di presentare ogni 48 ore un tampone con una presunta e non dimostrata affidabilità del 75%, mentre I vaccinati possono esibire per 9 mesi un lasciapassare che dopo un paio di mesi ha una efficienza simile a quella presunta del tampone.

E lasciamo perdere il fatto che, come ampiamente noto e scritto in tutti i testi di medicina, i virus influenzali, come il covid, hanno la caratteristica di mutare e selezionarsi in continuazione e pertanto la capacità immunizzante iniziale di oltre il 90% degli attuali vaccini, progettati per la variante alfa, è giocoforza meno efficace verso le varianti che si sono selezionate in base alla resistenza al vaccino: lo dimostra il fatto che i contagi sono esplosi in Inghilterra con la variante delta ed adesso in Europa con la variante Delta plus (prossimamente in Italia). A meno che quel che dicono i libri di medicina, compreso il “non si vaccina in pandemia” siano delle castronerie.

C’è solo da sperare che Draghi, in un impeto di orgoglio, fermi questa manovra dalla quale, lui come l’Italia, può ottenere solo danni e nessun beneficio.

G.C.

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