lineaitaliapiemonte.it | 08 novembre 2021, 12:05

Raffaele Ruberto nuovo prefetto di Torino sulle manifestazioni di piazza: non si può dire è tutto bianco o tutto nero, bisogna coniugare le ragioni di tutti

Durante il primo incontro con i giornalisti torinesi il neoprefetto: “Bisogna coniugare le ragioni a manifestare con le esigenze della libertà d'impresa. A Torino la linea sarà evitare che queste manifestazioni blocchino il centro città il sabato pomeriggio ma tutti devono poter sfilare. Non si può dire tutto bianco o tutto nero. Bisogna far convivere le due esigenze”

Raffaele Ruberto nuovo prefetto di Torino sulle manifestazioni di piazza: non si può dire è tutto bianco o tutto nero, bisogna coniugare le ragioni di tutti

Primo incontro con i giornalisti torinesi per il nuovo prefetto della città Raffaele Ruberto che oggi presso il palazzo della Prefettura in piazza Castello ha delineato le linee guida a cui intende riferirsi durante il suo mandato subalpino.

Innnanzi tutto la premessa: “Io non sottovaluto mai le situazioni. La complessità delle aree metropolitane non è da meno rispetto a quelle in cui ci sono infiltrazioni delle organizzazioni mafiose. Sono consapevole che le mafie vanno dove c'è il denaro per cui possono essere più interessate alle zone dove il tessuto economico è piu evoluto”. Quindi attenzione a tutto, anche alle situazioni che possono sembrare meno meritevoli di interesse.

Poi il ruolo del prefetto che si è evoluto nel tempo non ricoprendo più solo compiti di garanzia dell'ordine pubblico: “Il prefetto è un coordinatore delle amministrazioni dello Stato ma tesse anche rapporti istituzionali per la progettazione dello sviluppo di un territorio. Ad esempio ci sono stati casi di collaborazione tra Torino e Milano. Non si può fare a meno dei prefetti e della loro capacità di tessere relazioni istituzionali se si vuole portare avanti delle progettazioni strategiche. Quindi, ha chiarito, il prefetto non si occupa più solo di questioni di sicurezza ma deve dialogare anche con le forze economiche e produttive per aiutare le amministrazioni locali a portare avanti progetti strategici. “Per me lo Stato è uno solo. Il cittadino non è tenuto a sapere le differenze tra Questura, Procura, Prefettura. Il cittadino vede lo Stato quindi lo Stato è anche il Comune. Per questo il dialogo è con tutti. L'Italia è una repubblica delle autonomie. Tutti insieme devono portare acqua al mulino dello sviluppo. E' chiaro che poi non va mai abbassata la guardia nei confronti delle organizzazioni mafiose”.

Il maggior interesse questa mattina era ovviamente su quello che sarà l'atteggiamento del neo prefetto nei confronti delle delle manifestazioni di piazza no green pass e delle preoccupazioni dei commercianti che queste mettano a rischio lo shopping del sabato: “Bisogna coniugare le ragioni a manifestare con le esigenze della libertà d impresa. A Torino la linea sarà evirare che queste manifestazioni blocchino il centro città il sabato pomeriggio. Tutti devono poter sfilare non si può dire tutto bianco o tutto nero. Bisogna far convivere le due esigenze”. Il prefetto ha anche raccontato l'esperienza personale dello scorso sabato: “ Mi sono trovato bloccato mentre andavo in prefettura, ho fatto un altro percorso”. L'impressione è che chi si aspettava un atteggiamento chiusurista senza se e senza ma sia rimasto deluso.

“La cosa che mi aspetto sarà più impegnativa è la complessità dell'area metropolitana, intendo cercare di non sottovalutare nessun aspetto senza fermarmi alle questioni più eclatanti. La cosa più importante è cogliere la sfida della complessità della Città metropolitana. Chi proviene da altre aree può sottovalutare aspetti che invece per il cittadino torinese sono importanti”. In questo senso è fondamentale, ha aggiunto il neo Prefetto, il ruolo della stampa che gli permetterà di conoscere sempre il sentiment dei cittadini.

Redazione

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