lineaitaliapiemonte.it | 14 luglio 2021, 10:59

Ex Embraco, oggi incontro al Mise per la proroga della cassa. Chiorino: deve essere legata a un progetto di reindustrializzazione

Quattro ore di dibattito presso il Palazzo della Giunta Regionale per discutere della vertenza ex Embraco che vede il coinvolgimento di 400 lavoratori. Oggi al Mise l'incontro per la proroga della cassa che senza la proroga scadrà il 22 luglio. L'assessore Chiorino: “Attendo di conoscere quale sia il piano alternativo di reindustrializzazione che il Mise deve proporre”. Al dibattito le voci dei lavoratori che hanno, ancora una volta, portato le proprie drammatiche testimonianze

Ex Embraco, oggi incontro al Mise per la proroga della cassa. Chiorino: deve essere legata a un progetto di reindustrializzazione

Si è concluso dopo 4 ore di interventi a ripetizione, il terzo tavolo di crisi organizzato dall’assessore al lavoro Elena Chiorino per fare il punto sulla vertenza legata alla Ex Embraco. La novità annunciata da Chiorino è stata l’anticipo della convocazione a oggi, mercoledi 14 luglio da parte del Ministero del Lavoro a Roma: "La proroga non dovrà essere fine a se stessa, ma strettamente connessa ad un progetto di reindustrializzazione", sottolinea l'assessore Chiorino, che non nasconde la sua preoccupazione per l'accantonamento dell'ipotesi Italcomp: “Attendo di conoscere quale sia il piano alternativo di reindustrializzazione che il Mise deve proporre. Certo è che non può non esserci un piano di reindustrializzazione: per noi era Italcomp, ma prendendo atto che così non è per il Mise, restiamo in attesa della proposta migliore che deve esplicitare".

Il 22 luglio scadranno gli ammortizzatori sociali e senza la proroga della cassa integrazione i 391 lavoratori saranno irrevocabilmente  licenziati. Il tavolo al Ministero, previsto in un primo momento il 20 luglio e anticipato a oggi potrebbe lasciare degli spazi utili "per avere qualche giorno di tempo in più in caso di sorprese: salvo imprevisti, l’ammortizzatore dovrebbe essere attivo fino al 31 dicembre. La Regione Piemonte è comunque pronta a fare la sua parte e a mettere in campo tutti gli strumenti possibili, ma trattandosi di un piano di industrializzazione, non possiamo intervenire da soli".

Monsignor Cesare Nosiglia ha aperto la discussione concentrando il suo intervento sui lavoratori: al tavolo di crisi hanno partecipato anche alcuni consiglieri regionali di opposizione, euro-parlamentari, sindaci.


Al dibattito hanno preso parte alcuni lavoratori, altri seguivano la diretta di Linea Italia Piemonte fuori dalla sala della Trasparenza. Nelle loro testimonianze tutta la disperazione e la stanchezza di chi da oltre tre anni vive momenti altalenanti di illusione e disillusione. C'è chi, molti, prendono i pacchi dono della Curia per andare avanti, chi , fra le lacrime, ammette che rinuncia a curarsi perchè non ha i soldi, chi ha ancora la forza di puntare il dito contro le malefatte di coloro che sulla vicenda hanno speculato e chi semplicemente dice “mi vergogno”. Chissà poi di cosa, visto che in questa storia di gente che si dovrebbe vergognare vorremmo vedere la fila. Ma per queste persone, molte di mezza età, perdere il lavoro, vivere di ammortizzatori, equivale a perdere la dignità e così finisce che si vergognano loro, invece di chi dovrebbe farlo. Proprio il mondo alla rovescia.


Al termine dell’incontro l’assessore ha confermato la volontà di mantenere alta l’attenzione attraverso la convocazione dei tavoli di crisi necessari:“Vediamo l’esito dell’incontro al Ministero del Lavoro  – ha concluso Chiorino – e nel frattempo attendiamo la risposta del Consiglio Regionale alla richiesta di convocazione di una seduta straordinaria per martedì prossimo”.

Redazione

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