lineaitaliapiemonte.it | 14 luglio 2021, 10:28

Confartigianato: “Entusiasmo per la nazionale ma che non facciano poi pagare a noi il prezzo”

Felici, presidente Confartigianato Piemonte: “Da una parte festeggiamenti con persone accalcate e nessun controllo, dall'altra gli artigiani che lavorano devono rispettare le regole sempre. Qualcosa non funziona. O ci siamo lasciati alle spalle la pandemia, e allora il liberi tutti deve valere davvero per tutti, oppure no, e allora le regole devono valere per chi lavora come per chi fa festa. Purchè poi non siamo noi a dover pagare ancora il prezzo con nuove chiusure”

Confartigianato: “Entusiasmo per la nazionale ma che non facciano poi pagare a noi il prezzo”

“Non accettiamo di essere ancora noi a pagare il prezzo di nuove restrizioni e chiusure a fronte di un aumento dei contagi”. Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte ci va giù secco, senza se e senza ma e sottolinea l'assoluta indisponibilità della categoria, questa volta, a pagare il prezzo di nuovi contagi. Tifo e soddisfazione per la vittoria Azzurra sono fuori discussione ma meglio mettere le mani avanti: “Siamo tutti entusiasti per la vittoria della nazionale italiana agli Europei di calcio, tuttavia siamo sconcertati di fronte ai festeggiamenti con persone accalcate, abbracciate, con mascherine abbassate. A parte sterili raccomandazioni, non vediamo nessun tipo di controllo, come se l’emergenza fosse finita. Eppure artigiani, esercenti e commercianti continuano a rispettare le regole anti-Covid19 per lavorare in sicurezza, e chi opera nel campo della somministrazione indossa la mascherina anche in cucina o quando serve ai tavoli. Qualcosa, quindi non funziona. O ci siamo lasciati alle spalle la pandemia, e allora il liberi tutti deve valere davvero per tutti, oppure no, e allora le regole devono valere per chi lavora come per chi fa festa”.

Il timore è che di dover replicare un film già visto: “Quest’autunno i virologi hanno ripetuto a reti unificate che la seconda ondata era colpa dell’estate scriteriata, immagino che nei prossimi mesi ridiranno in coro esattamente le stesse cose. Ma non accettiamo di essere ancora noi a pagare il prezzo di nuove restrizioni e chiusure a fronte di un aumento dei contagi. Mentre in piazza e nelle strade si fa festa sventolando il Tricolore, gli imprenditori vivono in una situazione di incertezza che rende impossibile programmare i prossimi mesi”.

L'attenzione è in particolare sulla filiera degli eventi, settore letteralmente stremato dalle musre restrittive e che ha portato a tante chiusure e altre, secondo Felici, ne porterà: “Dopo aver visto dare la caccia perfino ai runners solitari durante il lockdown, dopo aver visto invocare battaglioni di ispettori per controllare le aziende (idea Pd), dopo aver costretto per mesi un intero settore a sopravvivere con l’asporto o le consegne a domicilio, di fronte alla sacra palla e ai suoi baccanali si fa finta di non vedere. La sofferenza di intere categorie produttive di un Paese che conta sei milioni di poveri, meriterebbe ben altro rispetto: dagli italiani tutti e da chi li governa”. Il messaggio, forte e chiaro è stato inviato. Per la serie: non provateci neanche.

Redazione

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