lineaitaliapiemonte.it | 29 giugno 2021, 10:24

Coldiretti Piemonte a UE: stop a cibi pericolosi importati

Italia, Francia e Spagna chiedono di anticipare al 2021 il rapporto sui livelli di pesticidi nei prodotti importati previsto dall’accordo sulla riforma della Politica Agricola Comune (Pac): i cibi stranieri sono sei volte più pericolosi di quelli made in Italy. Coldiretti Piemonte: “E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”

Coldiretti Piemonte a UE: stop a cibi pericolosi importati

I cibi e le bevande stranieri sono sei volte più pericolosi di quelli Made in Italy con il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari che è stato pari al 5,6% rispetto alla media Ue dell’1,3% e ad appena lo 0,9% dell’Italia. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dell’ultimo rapporto Efsa nel sottolineare l’importanza della richiesta di Italia, Francia e Spagna di anticipare al 2021 il rapporto sui livelli di pesticidi nei prodotti importati previsto dall’accordo sulla riforma della Politica Agricola Comune (Pac).

“E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute– affermano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale-. Si tratta di principi da seguire anche nell’ambito degli accordi commerciali internazionali dell’Unione Europea. Serve reciprocità come evidenziato in un recente pronunciamento della Corte dei Conti in cui si evidenzia il mancato rispetto nei cibi di provenienza extraUe degli stessi standard di sicurezza Ue sui residui di pesticidi. Per questo è anche necessario avanzare nel percorso per la trasparenza sull’obbligo di indicare la provenienza degli alimenti in etichetta che, grazie alle battaglie della Coldiretti ha raggiunto ormai i 4/5 della spesa (dalla carne al latte, dall’ortofrutta fresca alle conserve di pomodoro, dai formaggi ai salumi), anche se non è ancora possibile conoscere l’origine per prodotti come la frutta trasformata in succhi e marmellate, verdure e legumi in scatola o, zucchero. L’agricoltura italiana è prima in Europa per valore aggiunto ma è anche la più green e può contare sulla leadership indiscussa per la qualità alimentare ed il Piemonte contribuisce a questa eccellenza con 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg e 42 Doc e oltre 40 prodotti “Sigillo”, tutelando la biodiversità agricola ed investendo sulla distintività, condizione necessaria per distinguersi in termini di qualità delle produzioni ed affrontare così il mercato globalizzato”.

Redazione

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