lineaitaliapiemonte.it | 28 aprile 2021, 16:02

Interessa Acc di Belluno ma non ex Embraco, a rischio il salvataggio di 400 posti

"Siamo interessati allo stabilimento Acc di Mel, non però al progetto Italcomp.In un primo momento non eravamo interessati ad Acc, adesso potremmo esserlo. Anche se non in abbinata con la ex Embraco, riteniamo non ci siamo i margini”.Così Valter Taranzano Presidente e Amministratore Delegato di Nidec Global Appliance ha risposto in diretta dal Brasile alla domanda se il gruppo che guida (e che controlla anche l’azienda di Chiavari) potesse essere interessato a rilevare l’Acc. I sindacati lanciano un grido d'allarme: significa che il progetto Italcomp è buono ma è gravissimo che sia esclusa ex Embraco con i suoi 400 lavoratori

Interessa Acc di Belluno ma non ex Embraco, a rischio il salvataggio di 400 posti

Il comunicato dei sindacati Fim, Fiom, Uilm e Uglm ha i toni fra l'allarmato e l'incredulo. E' comparsa infatti sul giornale online Nord Est Economia di oggi la dichiarazione di Valter Taranzano Presidente e Amministratore Delegato di Nidec Global Appliance in diretta dal Brasile durante la Top500 di Pordenone: “E’ molto difficile, in un primo momento non eravamo interessati ad Acc, adesso potremmo esserlo. Anche se non in abbinata con la ex Embraco, riteniamo non ci siamo i margini”. Taranzano ha una storia professionale che lo lega già a Mel, lo stabilimento passato da Ecc Electrolux ad Acc, multinazionale pordenonese di cui il manager fu ad, costituta proprio per rilevare la componentistica dal gigante svedese dell'elettrodomestico.

Dicono i sindacati torinesi: “Apprendiamo da fonti di stampa dell’interessamento di Nidec per la Acc di Belluno, ma non per il progetto Italcomp. Le parole dell’ad di Nidec, Valter Taranzano, confermano la bontà del progetto Italcomp e l’interesse dei principali operatori a presidiare il mercato europeo con stabilimenti produttivi riallocati sul continente. Consideriamo tuttavia molto grave che da tale interessamento sia esclusa la compagine ex Embraco, con i suoi 400 lavoratori altamente professionalizzati nel settore della componentistica per elettrodomestici.

Auspichiamo un intervento forte da parte del Governo e del ministero dello Sviluppo, soggetti dai quali ci aspettiamo una marcata accelerazione nello sviluppo del progetto Italcomp, per dare reali prospettive occupazionali ai 400 lavoratori ex Embraco e ai 300 addetti di Acc. Entro fine maggio il progetto Italcomp deve essere avviato con la creazione della nuova società.

In Europa abbiamo già subito, in termini di ricadute occupazionali e sociali, gli effetti delle strategie industriali applicate dai gruppi multinazionali dell’elettrodomestico, che nel recente passato non hanno mancato di avviare delocalizzazioni con l’unico obiettivo di abbattere i costi senza tenere in considerazione la responsabilità sociale che le imprese devono dimostrare ai lavoratori che impiegano e ai territori nei quali operano. Il caso ex Embraco e quello Acc ne sono, purtroppo, la dimostrazione più evidente.

 

Per la creazione del polo Italcomp non c’è più tempo da perdere”.

Redazione

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