Arte Oggi | 18 dicembre 2020, 16:45

Come sono piazzate le donne artiste nel mercato dell'arte? Di Paolo Turati*

Ancora disparità di genere nel mercato dell'arte dove sia le acquisizioni museali che le opere al femminile sono ancora poche. Ci sono però segni di inversione di tendenza e partono dalla fotografia

Come sono piazzate le donne artiste nel mercato dell'arte? Di Paolo Turati*

Un buon punto di partenza è il Settore della Fotografia. Dei 32 artisti che si sono piazzati in una o più delle 10 migliori posizioni annuali durante un periodo campione decennale che arriva al 2018, solo sette erano donne. Inoltre, solo due di queste sette donne sono state in lista più di una volta: Cindy Sherman (il cui lavoro è anche spesso venduto in vendite d’Arte contemporanea, non inclusa quindi nel Settore fotografia), per due anni, e Diane Arbus per cinque.

Ma tre donne fotografe sono state tra i leader delle vendite nel 2019:

Imogen Cunningham, la fotografa americana molto conosciuta per i suoi nudi;

Dorothea Lange, cronista della Grande Depressione;

la fotografa e attivista politica italiana 

Tina Modotti, amica di Frieda Kahlo.

Il tempo ci dirà se il loro slancio potrà proseguire. Ma se è così, potrebbe essere un segno di cambiamento nel mercato della fotografia dove le artiste donne sono storicamente assai sottovalutate. Prendiamo spunto da queste ultime righe per una riflessione più generale nel rapporto di gender rispetto alle artiste donne esposte nei musei.

Alcuni “numeri” di un certo rilievo li abbiamo analizzando i dati dei Musei statunitensi.

Pur con fatica nel suo progresso, il mercato dell’arte per le artiste donne sta crescendo anno dopo anno. Le opere acquisite dai e presenti nei Musei Statunitensi sono salite in 10 anni da un migliaio (2008) a circa 15 mila (2018). Purtuttavia, negli Stati Uniti si mantiene molto bassa rispetto alla popolazione la percentuale di acquisizioni museali delle opere (attorno all’ 11%) nonché quella delle esposizioni museali delle medesime artiste donne (circa il 14%). Se consideriamo le vendite all’asta degli ultimi 11 anni, ci rendiamo addirittura conto che il valore delle opere d’arte prodotte da artiste donne aggiudicate in Asta rappresenta solo il 2% del totale.

La dinamica delle acquisizioni di opere di artiste donne (dal 2008 al 2018) è dal 2012 in poi molto più rilevante attraverso le aste che non attraverso i musei; i quali, invece, nel 2008 e 2009, ovviamente per la crisi dei mutui subprime, si erano mostrati acquirenti più forti, anche con logico intento di sostegno istituzionale del settore dell’arte, rispetto allo strumento delle aste.

I periodi di esecuzione delle opere d’arte acquisite dai musei sono principalmente quelli Contemporanei e Post War, oggi appaiati dopo un certo numero di anni in cui le artiste contemporanee avevano fatto la parte delle “leonesse”.

Le acquisizioni da parte dei Musei di opere delle artiste fra il 2008 e il 2018 hanno riguardato, a parte Louise Bourgoise solidamente al primo posto, artiste non presenti nelle top five mercato secondario dell’Arte. Nella Classifica data dal rapporto fra il totale delle vendite di un’artista donna e le sue esposizioni personali museali, davanti alla suddetta Louise Bourgeois, è invece prima Yayoi Kusama, così come nella Classifica assoluta dei valori di vendita. Le top five delle artiste, appunto Yayoi KusamaJoan Mitchell, Louise Bourgeois, Georgia O’Keeffe e Agnes Martin del Mercato dell’Arte rappresentano quasi il 41% del suo intero valore (4 milardi di giro d’affari da inizio 2018 a Maggio 2019).

*Paolo Turati, doc. Economia degli Investimenti

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