lineaitaliapiemonte.it | 19 novembre 2020, 10:14

“Scusate il disturbo, perchè volete rinunciare a tutte le nostre competenze?” Lettera aperta dei 135 lavoratori di Pininfarina Engineering che rischiano di restare senza lavoro

I dipendenti della Pinifarina Engineering, che sta per essere liquidata, scrivono una lettera aperta a Anand Mahindra (Fondatore e Presidente del Gruppo Mahindra) manifestando la loro rabbia e tristezza per la determinazione alla base della decisione di chiudere un'azienda nata solo due anni fa ma che può vantare un'esperienza pluriennale costruita in 90 anni: “Non comprendiamo come sia possibile che Pininfarina Engineering Srl sia nata due anni fa e ora chiuda, lasciando i suoi dipendenti senza lavoro. Non siamo in grado di capire quali errori abbiamo commesso”

“Scusate il disturbo, perchè volete rinunciare a tutte le nostre competenze?” Lettera aperta dei 135 lavoratori di Pininfarina Engineering che rischiano di restare senza lavoro

Ecco il testo della lettera che i 135 dipendenti hanno diffuso questa mattina inviandola a Anand Mahindra (Fondatore e Presidente del Gruppo Mahindra):

“Egregi signori,

ci scusiamo per il disturbo, ma le parole che seguono vengono dal profondo delle nostre anime e desideriamo che le medesime vi raggiungano.

Siamo i dipendenti della Pininfarina Engineering Srl che, come sapete, sta per essere liquidata. Questo significa che 135 persone resteranno senza lavoro, senza stipendio, con tutti i problemi che ciò comporta.

Siamo fermamente convinti di essere impiegati altamente qualificati, con una lunga esperienza e competenze. Siamo un team con le capacità e le conoscenze necessarie per impostare, gestre e portare a termine progetti di veicoli completi; siamo un team che ha già dato prova della propria efficacia e concretezza anche sui progetti Mahindra (durante il periodo Covid-19 in condizioni di lock-down). I nostri stpendi sono allineati al mercato del lavoro italiano e notevolmente inferiori (meno della metà) a quelli delle corrispondenti figure professionali di altri paesi europei (Germania, Regno Unito, Francia, ecc.).

Scriviamo queste righe ora perché non riusciamo a comprendere come Mahindra abbia accettato di chiudere questa società rinunciando a tutte le competenze che può offrire. Non riusciamo a capire perché l'azienda non possa essere riorganizzata e gestta in modo da avere costi competitivi. Non possiamo credere che per Pininfarina Engineering Srl non ci siano più margini di profitto, come invece afferma il top management.

Non comprendiamo come sia possibile che Pininfarina Engineering Srl sia nata due anni fa e ora chiuda, lasciando i suoi dipendenti senza lavoro. Non siamo in grado di capire quali errori abbiamo commesso o dove e quando avremmo potuto fare meglio. In questi due anni, abbiamo lavorato strenuamente secondo le direzioni indicate dal management. Perché ora Mahindra lascia che i dipendenti paghino una strategia fallimentare non a loro imputabile?

Infine, ma non meno importante, non comprendiamo come questa decisione si concili con le linee guida etiche e sociali sempre dichiarate dal Gruppo Mahindra e dal suo presidente.

Sperando che possiate dedicare un momento di riflessione a queste parole, vi ringraziamo per il tempo e l’attenzione che vorrete dedicarvi.

Distinti saluti. I dipendenti di Pininfarina Engineering”.

Il Gruppo Mahindra ha sempre inteso mettere la propria reputazione avanti ad ogi altro aspetto, così , almeno recita il sito web del Gruppo a proposito della sua governance:“Fin dal suo inizio, il Gruppo Mahindra ha rappresentato molte cose che il denaro non può comprare, la più essenziale è: la reputazione, un prodotto di decenni di pratiche etiche e buon governo". “Pratiche etiche e buona governance”, grazie alle quali il Gruppo ha vinto nel 2019 il premio per la “Migliore Corporate Governance”. Sulla base di questi principi, per l’orgoglio che il Gruppo Mahindra nutre in queste questioni, le rappresentanze sindacali di Pininfarina Engineering hanno deciso di indirizzare la lettera aperta a Anand Mahindra a nome di tutti i dipendenti dell’azienda, manifestando la loro rabbia per la determinazione nel voler chiudere un'azienda nata solo due anni fa ma che può vantare un'esperienza pluriennale costruita in 90 anni. “Una decisione del tutto inaspettata che sembra attingere più al cinismo capitalista che ai nobili valori della pratica etica e del buon governo”, riflettono i lavoratori. Decisione che sembra smentire l'affermazione del suo fondatore Anand Mahindra: “Io e tutti i miei colleghi Mahindra siamo custodi della cultura Mahindra che è stata costruita dai nostri predecessori negli ultimi decenni. Siamo tutti custodi della reputazione di forte etica e corporate governance che hanno costruito e ritengo che sia una risorsa troppo preziosa per essere impegnata per guadagni finanziari a breve termine ".

Redazione

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