lineaitaliapiemonte.it | 15 settembre 2020, 23:00

Ex Embraco, c'è il piano industriale e lo Stato partecipa al 70%

Sono state presentate presso la Prefettura di Torino le linee guida del piano industriale per il rilancio della ex Embraco di Riva di Chieri (Torino) e della Acc di Mel nel Bellunese. Il progetto illustrato dal Governo tramite la sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde, prevede la creazione di un polo nazionale per la produzione di compressori per frigoriferi, partecipata al 70 per cento dallo Stato e al 30% da soggetti privati, con un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro (40 a Belluno e 10 a Torino). Il base al piano presentato dal commissario di Acc, Maurizio Castro, a regime è prevista la produzione di 6 milioni di pezzi all'anno entro il 2023. I sindacati: questa volta il piano si realizzi in concreto

Ex Embraco, c'è il piano industriale e lo Stato partecipa al 70%

Dichiarano Luigi Paone, segretario Uilm di Torino, e Vito Benevento della segreteria provinciale Uilm: “Per la ex Embraco questa è l'ultima chiamata, non si può più sbagliare. Dall'incontro di oggi abbiamo registrato un'inversione di tendenza rispetto alla pericolosa china che la vicenda ex Embraco aveva preso negli ultimi mesi. È apprezzabile l'impegno del Governo per trovare una soluzione a una vertenza che negli ultimi tre anni ha messo a dura prova i 400 lavoratori ex Embraco, oltre che i 300 addetto di Acc. Vigileremo affinché il progetto si realizzi, nessun lavoratore deve essere lasciato indietro. La roadmap tracciata nell'ultimo incontro avvenuto in Regione Piemonte ha garantito ai lavoratori l'accordo di Cigs fino a luglio 2021. L'emergenza Covid evidenzia la necessità di riallocare in Europa prodotti delocalizzati in altri paesi e questo rappresenta un'opportunità per tornare a progettare e produrre elettrodomestici in Italia. Adesso occorre lavorare al progetto per concretizzarlo al più presto”.

Dichiarano Edi Lazzi, segretario Fiom di Torino, e Ugo Bolognesi, responsabile ex Embraco per la Fiom provinciale: “La presentazione delle linee guida per la creazione del polo italiano del compressore, introdotta dal sottosegretario Todde e illustrata dal commissario di Acc Castro, è un fatto importante. La determinazione delle lotte dei lavoratori ha aperto un'opportunità per il futuro. Adesso servono davvero fatti concreti poichè non si possono illudere nuovamente i lavoratori e tutti dovranno essere coinvolti dal piano con un'integrazione alla cassa mentre parte il progetto”.

Dichiarano Davide Provenzano, segretario Fim di Torino, e Arcangelo Montemarano, responsabile ex Embraco per la Fim torinese: “Il progetto è ambizioso e se si realizzerà andrà a contrastare l'egemonia del mercato dei compressori detenuta dai colossi asiatici, con un terzo polo di costruttori di compressori tutto italiano. Non ci facciamo prendere da facili entusiasmi considerato l’esperienza negativa con Ventures, che aveva un piano simile a livello di ambizioni. C’è la necessità che questa volta il piano appena presentato si realizzi in concreto e soprattutto che coinvolga tutti i 400 lavoratori”.

Dichiara Ciro Marino, segretario provinciale Uglm: “Oggi riteniamo che sia un giorno importante perché finalmente si è parlato di qualcosa di concreto. Ci auguriamo di non doverci ricredere come accaduto per il piano precedente, perché questo sarebbe l’ennesimo fallimento per il Governo e per noi parti sociali. In questo momento la priorità è quella di stabilizzare il salario di questi lavoratori e definire tutto quello che resta nella disposizioni dellla curatela oltre al capannone, anche in merito al Fondo Escrow”.

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