Editoriali | 21 novembre 2019

Venezia che affonda e il nulla che si fa per evitare un danno, oltre che culturale, economico. Di Paolo Turati*

Polemiche a parte, un po' di cifre sulla città lagunare al centro della preoccupazione dopo gli ultimi episodi di acqua alta: a rischio non solo il patrimonio culturale ma anche l'equilibrio economico. A partire dai 36 milioni di turisti che hanno pernottato a Venezia e provincia nel 2018

Da profondo conoscitore di Venezia, visto che ci vado da decenni (ultimamente in piena comodità grazie al Frecciarossa diretto da Torino) almeno una volta al mese per lavoro, illustro qui di seguito alcuni dati economici che mostrano come i danni degli allagamenti sempre più gravi incidano non solo sul patrimonio culturale ma anche sugli aspetti economici.

Premesse le polemiche su Mose (8 miliardi, con tangenti varie, spesi senza sapere se funzionerà, essendo comunque stato progettato per emergenze di innalzamento delle acque meno elevate di quelle verificatesi ultimamente) e sull’eccessiva trasformazione della città lagunare in una Walt Disney town, va detto che la Cgia di Mestre ha calcolato il Pil di Venezia in oltre cinque miliardi e mezzo (ottava città italiana, pur con solo 250 mila abitanti), di cui il 20% derivante dall’attività del porto e da quella (altra polemica, quella delle meganavi nel Canale della Giudecca) crocieristica. Un miliardo e mezzo sono generati, più o meno per metà ciascuno, da commercio e manifattura, mentre tre quarti di miliardo derivano dalla ricettività. Sono stati 36 milioni i turisti che hanno pernottato nella Provincia (16 milioni negli alberghi e il restante nei B&B) nel 2018 (+2% sul 2017), a giustificare come circa metà del Pil veneziano sia determinato da trasporti, commercio e turismo, nei quali due ultimi settori sono occupati un terzo degli oltre 110 mila addetti sul territorio comunale. Per la precisione, sono oltre 20 mila i lavoratori del settore alberghiero-ristorazione (1000 bar e ristoranti solo nel Centro storico, che fatturano mediamente mezzo milioni di Euro all’anno), poco meno quelli del commercio, mentre nei trasporti si registrano circa 15 mila addetti.

Gli alberghi di Venezia registrano a livello immobiliare il più altro valore per camera in Italia, con quelli di lusso cinque stelle che possono raggiungere anche il milione e mezzo per ciascuna. Un decimo dei visitatori della città è italiano, il resto straniero (al top britannici e spagnoli, ma moltissimi anche gli estremorientali e gli americani), tanto che la città è uno degli importatori netti di valuta più significativi in Italia.

Quinta in Italia come numero di visitatori museali (9 milioni), Venezia rappresenta ovviamente uno dei poli culturali (e di fatturato economico relativo) più importanti del Paese.

*Paolo Turati, doc. Economia degli Investimenti

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