lineaitaliapiemonte.it | 13 novembre 2019

Cavallerizza: hanno vinto loro. Invece il resto della città ha perso. Di Guglielmo Del Pero*

L’amministrazione comunale ha dimostrato non solo un’incapacità politica di gestire la situazione ma addirittura si è spinta fino alla copertura politica con alcuni esponenti di primo piano della maggioranza che governa la città. Il sindaco Appendino ha convocato addirittura un tavolo tra istituzioni e rappresentanti degli occupanti abusivi, legittimandoli con un gesto plateale mentre la vice presidente del Consiglio Comunale ha deciso di rappresentare l’illegalità, al fianco di altri esponenti politici, presentandosi all’incontro dalla parte sbagliata. Poiché al peggio non c’è limite, esiste una concreta possibilità che la sceneggiata si concluda con la beffa finale di un regolamento “beni comuni” che potrebbe concedere legalmente gli spazi agli stessi che li hanno illegalmente gestiti per anni

Alla fine hanno vinto loro, gli occupanti a scrocco della Cavallerizza, quelli che per anni hanno bivaccato a spese della comunità in un bene di proprietà dei torinesi, patrimonio Unesco trasformandolo in un “luogo di degrado assoluto” per dirla con le parole del Questore di Torino. Da anni un inestimabile patrimonio di proprietà del Comune è ostaggio di gruppi di persone che non solo lo hanno eletto a loro dimora abituale, ma hanno deciso di trasformarlo in un vero e proprio centro di illegalità, dove gestire al meglio tutti i loro traffici più o meno leciti, diventando una sorta di stato nello stato dove a comandare sono in pochi secondo leggi fatte in casa.

L’aspetto a nostro avviso più grave e allo stesso tempo preoccupante è che l’amministrazione comunale ha dimostrato non solo un’incapacità politica di gestire la situazione (questa non è purtroppo una novità per i torinesi) ma addirittura si è spinta fino al fiancheggiamento e alla copertura politica con alcuni esponenti di primo piano della maggioranza che governa la città. Da un lato il Sindaco oltre all’essersi rifiutata di firmare quello che, ognuno di noi, si sarebbe aspettato da chi ha fatto della legalità un fiore all’occhiello della propria campagna elettorale ovvero un immediato ordine di sgombero dei locali, ha convocato addirittura un tavolo tra istituzioni e rappresentanti degli occupanti abusivi, legittimandoli con un gesto plateale. Dall’altro la Vice Presidente del Consiglio Comunale ha deciso di rappresentare l’illegalità, al fianco di altri esponenti politici, presentandosi all’incontro dalla parte sbagliata. In ulteriore spregio a Torino, gli abusivi hanno anche preteso di dettare i tempi di un presunto sgombero e i passaggi futuri nel totale asservimento di quelli che dovrebbero rappresentare le istituzioni democratiche e rispettose della legge. Poiché al peggio non c’è limite, esiste una concreta possibilità che la sceneggiata si concluda con la beffa finale di un regolamento “beni comuni” che potrebbe concedere legalmente gli spazi agli stessi che li hanno illegalmente gestiti per anni.

L’altra faccia della medaglia sono gli sconfitti: tutti i cittadini onesti, quelli che si alzano presto al mattino per andare a lavorare rispettando le regole e la legge, quelli che appena sbagliano vengono colpiti duramente con multe salate che prontamente pagano, quelli che si vedono aumentare tasse e tariffe e magari rinunciano a una pizza per rispettare le scadenze, quelli che ogni giorno fanno immensi sacrifici per portare avanti la propria attività e poi si vedono multati dal vigile/cassiere di turno per aver scritto sullo zerbino un nome o aver appeso una locandina in vetrina, quelli che si vedono multati per aver montato un dehor di qualche centimetro più lungo rispetto a quanto previsto da un regolamento comunale, quelli che investono nella propria attività e si ritrovano a perdere tutto magari solo perché stanno in una parte della città diversa oppure non hanno le giuste coperture politiche. Per dirla in modo semplice i perdenti sono tutte le persone per bene che pagano anche per quelli che per bene non sono e vivono a scrocco della società, esattamente la categoria di persone che invece dovrebbero essere maggiormente tutelate da chi ha incarichi di amministrare una città proprio perché rappresentano la parte buona della città stessa!

Guglielmo Del Pero, Siamo Torino

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