lineaitaliapiemonte.it | 15 ottobre 2019

“Perchè non abbiamo ancora cominciato a produrre?” I lavoratori ex Embraco chiedono un incontro con la proprietà che non ascolta. Si resta in attesa dell'incontro al Mise il 23 ottobre

Un'ora di sciopero all'ex Embraco ora Ventures Production. I lavoratori hanno insistito per avere un incontro con la proprietà che ha rifiutato la richiesta affermando che avrebbe parlato solo al Mise. “Anche oggi col loro comportamento i proprietari hanno dimostrato di non avere più argomenti”

Lo sciopero è stato proclamato dopo il tentativo dei lavoratori, andato male, di incontrare la proprietà per avere risposte circa la situazione dello stabilimento. In più occasioni i dipendenti hanno raccontato che all'interno dell'ex Embraco, nonostante annunci di piani e di produzioni, non sta accadendo nulla. Nessuna produzione, neppure l'ipotesi di cosa si dovrebbe andare fare.

Esasperati, come racconta un comunicato congiunto delle Rsu Fiom e Uilm, i lavoratori hanno chiesto un incontro con la proprietà nella persona di Nino Di Bari il quale li avrebbe frettolosamente liquidati. A quel punto è stato dichiarato lo sciopero di un'ora. L'annuncio avrebbe ulteriormente indurito la posizione della proprietà ed ecco il racconto dei lavoratori presenti: “Il signor Ronan Goldstein ha rifiutato l'incontro dicendo che avrebbe parlato solo al Mise. Abbiamo continuato a manifestare le nostre richieste , spingendo il signor Goldstein a un dibattito con noi lavoratoti. Lui ha cercato nuovamente di propinarci future prospettive ma capendo che le sue risposte non ci convincevano, essendo le stesse dei mesi passati, ci ha liquidati in modo ironico ed è tornato nel suo ufficio”.

Non resta dunque che aspettare il Mise per un improbabile colpo di scena. Da Riva di Chieri, sede dello stabilimento, partiranno tre pullman per circa 150 persone. Mentre si svolgerà il tavolo resteranno sotto il palazzo del Mise, facendo sentire, ancora una volta, le proprie ansie e le proprie preoccupazioni in attesa di una soluzione che realizzi, ma davvero, la reindustrializzazione del sito aziendale.

Redazione

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