Editoriali | 22 settembre 2019

Le falsità sulla CO2 per giustificare l’aumento delle tasse sul diesel. Di Giuseppe Chiaradia*

Con la scusa che l’anidride carbonica emessa dai motori termici è dannosa per l’ambiente, il “Decreto clima” prevede un taglio progressivo delle detrazioni fiscali sul diesel usato in agricoltura e nell’autotrasporto per un totale di 7,4 miliardi. Sarebbero previste altre eliminazioni di agevolazioni o nuove tasse per altri 9,6 miliardi di euro. Cerchiamo ora di spiegare che l’anidride carbonica ha poco o niente a che fare con il riscaldamento della Terra e, quando dicono che è dannosa per l’ambiente, costoro bestemmiano perché la CO2, assieme all’H2O, è all’origine della vita sulla Terra

La bozza del decreto ambiente recita che “le spese fiscali dannose per l’ambiente indicate nel Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi sono ridotte nella misura almeno pari al 10% annuo fino al loro progressivo annullamento entro il 2040”. Quindi secondo questa gente, l’anidride carbonica emessa dai motori termici è un gas ambientalmente dannoso. Ma vaglielo a dire al Padreterno che ha creato la fotosintesi delle piante.

La CO2 è presente in quantità modeste nell’aria

E’ noto che l’atmosfera è composta principalmente da azoto ed ossigeno. Fra le altre molecole presenti nell’atmosfera, quelle in grado di assorbire la radiazione infrarossa e di provocare il cosiddetto effetto serra c’ è ovviamente la CO2, ma c’è anche l’acqua, sotto forma di vapore. L’acqua è presente nell’aria con una concentrazione variabile fra l’1 e il 4% in volume, a seconda della zona e della quota, mentre l’anidride carbonica è presente in quantità estremamente modeste, lo 0,04% in volume.

Quando si ha a che fare con numeri così piccoli, è meglio esprimere le composizioni in parti per milione (ppm). Dunque, abbiamo:

Acqua, H2O 2% vol. oppure 20.000 ppm

Anidride carbonica, CO2 0,04% vol. oppure 400 ppm

Possiamo dire che su 1 milione di molecole totali presenti nell’aria, ci sono 20.000 molecole di H2O e solo 400 molecole di CO2. Quindi l’H2O è molto, ma molto più abbondante della CO2. L’eccesso dell’H2O è il seguente: 20.000:400 = 50. In altri termini, nell’aria per ogni molecola di CO2 sono presenti 50 molecole di acqua.

Oltre ad essere più abbondante, l’acqua ha anche una maggior capacità di assorbire i raggi infrarossi (IR) rispetto alla CO2, come vedremo meglio più avanti. Ne consegue che la molecola che più di tutte ha la capacità di regolare la temperatura della Terra tramite l’effetto serra è l’acqua, non l’anidride carbonica.

L’aumento della CO2 nel corso dei decenni

I dati statistici indicano che la concentrazione della CO2 è aumentata da 320 ppm nel 1960 a circa 400 ppm di oggi. Quindi da allora la concentrazione è aumentata di 80 ppm, cioè del 25%.

Però la relazione fra energia assorbita e concentrazione, per la legge di Lambert Beer, è logaritmica, ne consegue che un incremento del 25% determina un aumento dell’energia assorbita molto più basso che può essere valutato intorno al 4%.

L’H2O è una più potente molecola ad effetto serra rispetto alla CO2

I legami che tengono uniti gli atomi delle molecole vibrano in continuazione. Questi sono schematizzabili come delle molle che collegano due sfere. Essendo l’azoto (N2), e l’ossigeno (O2) molecole biatomiche composte da atomi uguali e simmetrici, i loro legami compiono delle vibrazioni che non sono in grado di assorbire le radiazioni infrarosse (IR).

Viceversa, la CO2 e l’acqua H2O sono molecole triatomiche composte da atomi diversi e pertanto sono in grado di generare delle oscillazioni in grado di assorbire le radiazioni IR.

La CO2, avendo una struttura simmetrica, rigida e lineare può compiere solo le oscillazioni di streching (stiramento). Invece l’H2O, poiché ha una struttura asimmetrica può compiere, oltre allo streching, altre oscillazioni dette di bending e twisting.

L’H2O, oltre alla sua assimetria, ha anche atomi con masse più piccole e quindi può vibrare con frequenze più alte. Per la legge di Plank, più alta è la frequenza, più alta è l’energia assorbita. Per intenderci: il legame C=O della CO2 assorbe a circa 1700 cm-1, mentre il legame O-H dell’acqua assorbe a 3100 cm-1, che è quasi il doppio.

La furbata del Protocollo di Kyoto

Ripropongo ora le considerazioni sui dati del protocollo di Kyoto già espresse in un precedentemente articolo su questo argomento.

I furbacchioni di Kyoto, nei loro conteggi sull’effetto dell’aumento della CO2 sul riscaldamento terrestre hanno fatto una mandrakata: non hanno preso in considerazione la presenza del vapore acqueo nell’atmosfera terrestre e di lì hanno calcolato l’incidenza dei diversi gas greenhouse sul riscaldamento terrestre.

A dimostrazione di quanto affermo vediamo un confronto della valutazione dell’impatto dei Greenhouse gases sul global warming fra il Report di Kyoto ed altri enti ed istituti ufficiali. La tabella seguente è tratta dal testo: "Climate Change: a Balanced and Realistic View of Climate Change di Steven Sondergard".

 

                                        Kyoto Report      MIT and others

CO2                                       72%                   2-8 %

N2O                                       19%                     2 %

CH4                                       7%                       1 %

H20                             not considered          90-98%


I dati della tabella dicono che secondo i furbacchioni del Report di Kyoto, l’incidenza della CO2 sul global warming è del 72%. Certo che se fai i conti senza l’oste, cioè senza considerare l’acqua, che è il più potente greenhouse gas presente nell’aria, puoi dire quello che ti fa piacere dire.

Invece secondo gli istituti di ricerca seri, non asserviti al business della CO2 come il MIT (Massachusetts Institute of Technology), l’incidenza del CO2 sul riscaldamento terrestre varia fra un max 8% fino ad un più realistico 2%.

Conclusione

In conclusione: a) la CO2 incide di per sé poco sulla regolazione della temperatura terrestre, rispetto all’H2O; b) eventuali variazioni della concentrazione di CO2 nell’aria disturbano poco o niente la temperatura terrestre, anche e soprattutto perché l’energia assorbita varia logaritmicamente con la concentrazione.

In realtà i cambiamenti climatici sono fenomeni estremamente complessi, di cui quello di cui abbiamo parlato ne costituisce una parte. Una cosa è però certa: se un incremento anche sostanziale della concentrazione di una molecola neutra come la CO2, presente in quantità modeste nell’aria, è in grado di sconvolgere il clima della Terra, questo pianeta non sarebbe sopravvissuto sino ad oggi.

E ricordiamoci anche che la CO2, assieme all’H2O costituisce nutrimento le piante ed un suo aumento ne rende la crescita più rigogliosa. Questo fatto comporta un maggior assorbimento di CO2, riducendone la concentrazione nell’aria. Quindi è più plausibile che l’incremento della CO2 sia causato in realtà non dalle attività industriali, ma dalla selvaggia deforestazione degli ultimi decenni, che ha fatto scomparire foreste grandi come nazioni.

*Giuseppe Chiaradia, ingegnere chimico

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