lineaitaliapiemonte.it | 20 settembre 2019

Figlio di Salvini su moto d'acqua della Polizia, Siulp: “Amarezza per la contestazione disciplinare a orologeria"

Eugenio Bravo, segretario Siulp Torino: “Non sono molto convinto che in questa integerrima Amministrazione nessun bambino o famigliare non abbia mai fatto un giro a bordo di un auto della polizia non esattamente per ragioni di soccorso pubblico. A prescindere di quale sia il colore politico del papà ministro, trasformare un gesto di umana disponibilità verso un bambino in un dramma istituzionale si presta inevitabilmente a differenti interpretazioni. Diventa difficilmente comprensibile condividere tacitamente la contestazione disciplinare dei colleghi e la prodromica inchiesta giudiziaria”.

 

Dichiarazione del Segretario Generale del SIULP di Torino Eugenio Bravo

"Forse interesserà a poche persone ma sicuramente a molti colleghi di Torino, perplessi, per non dire amareggiati dalla discutibile scelta del Dipartimento della P.S. di procedere disciplinarmente nei confronti dei colleghi che hanno osato far salire sulla moto d’acqua della Polizia di Stato un bambino incuriosito dal mezzo aquatico. In verità, quel bambino, desideroso di fare un giro sulla moto d’acqua non è un comune bambino, ma il figlio di un noto uomo politico e questo, in un Paese avvelenato dallo scontro politico che rischia di degenerare finanche sul piano personale, non può passare inosservato, soprattutto dopo che questo illustre uomo politico non è più il Ministro dell’Interno. Già perché, continua Eugenio Bravo, non sono molto convinto che in questa integerrima Amministrazione nessun bambino o famigliare non abbia mai fatto, ragionevolmente, un giro a bordo di un auto della polizia o su qualche altro mezzo e non esattamente per ragioni di soccorso pubblico. Forse saremo una voce fuori dal coro, ma l’oggettività con la quale si ritiene di punire i colleghi della Polmare è difficilmente digeribile per chi cerca di essere libero dai “condizionamenti politici”.

A prescindere di quale sia il colore politico del papà ministro, trasformare un gesto affettuoso e una umana disponibilità verso un bambino desideroso di un giretto sulla moto d’acqua della polizia, in un dramma istituzionale, si presta inevitabilmente a differenti interpretazioni. Diventa difficilmente comprensibile condividere tacitamente la contestazione disciplinare dei colleghi e la prodromica inchiesta giudiziaria.

La speranza è che le deprecabili strumentalizzazioni politiche non inquinino un Amministrazione che, seppure con umani difetti, resta una grande istituzione fatta da uomini e donne che fanno della serietà, trasparenza, indipendenza, e affidabilità, da illustre esempio per tutti."

Comunicato stampa

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