Editoriali | 17 settembre 2019

Il Global Seed Vault: la cassaforte della vita sulla Terra. Di Paolo Turati*

Anche in caso di calamità globale c'è un posto nel mondo che permetterà il backup del pianeta. Una sorta di metafora dell'esistenza: c'è sempre una speranza che non tutto sia perduto

Longyearbyen. Lassù nelle Svalbard esiste un posto raro, in cui ci si sente autorizzati a provare senza ipocrisie le proprie paure e dove, nel contempo, ci viene dato in ogni momento la possibilità di testare la sua capacità nel gestirle: non come capita spesso in altre zone altamente urbanizzate del Mondo dove quasi tutti passavano il tempo della loro vita a nascondersi dal loro peggior nemico, cioè da se stessi, facendo finta di non averne, di paure. Ma non è questo a rendere quel posto unico

Nell’isola norvegese di Spitzbergen il decadimento sistematico delle strutture edilizie e stradali quasi non sussiste. Per assurdo, quelle terre artiche piene di pericoli saranno le ultime abitate dagli esseri umani in caso di un disastro planetario. Nonostante il freddo, a volte a quelle latitudini mortale, e la presenza degli orsi polari e dei lupi sempre più numerosi che invadono a tal punto le strade di Longyearbyen da obbligare l’amministrazione comunale di quello che è il centro cittadino abitato più a nord della Terra ad imporre che tutte le porte vengano sempre lasciate aperte onde consentire ai malcapitati non armati di sfuggire a quei predatori, si è tecnicamente quantificato da parte dei tecnici che gli edifici di quegli inurbamenti sperduti nell’Artico, grazie alle condizioni climatiche di freddo secco con scarse precipitazioni, saranno gli ultimi a degradarsi sulla Terra.

La remota città di Pyramiden, fondata anch’essa nelle Svalbard ma dall’Urss nel Dopoguerra per sfruttare le miniere di carbone e poi abbandonata dopo qualche decennio, appare come costruita da pochi anni, sicché stiamo parlando di un luogo che potrebbe perpetuare coi suoi reperti( ancor più delle Piramidi di Giza) davvero la quintessenza del Genere umano anche quando questo dovesse estinguersi.

Il più importante reperto umano delle Svalbard è anche il più nascosto. Il Global Seed Vault( https://www.seedvault.no/ ) è una sorta di miniera nel permafrost( che non è però detto che coi cambiamenti climatici perduri) di cui s’intravvede un modesto corpo di fabbrica all’entrata, dove sono stati messi in cassaforte i semi di 13 mila anni di Storia.

In caso di calamità biblica, qualcuno che arrivi vivo( o, chissà, qualche alieno) nell’isola di Spitzergen potrà trovare il backup di tutto il Mondo vegetale esistente ed esistito. E potrà cercare di far continuare attraverso la funzione clorofilliana la vita “ossigenata” del nostro Pianeta.

*Paolo Turati, doc. Economia degli Investimenti

Ti potrebbero interessare anche: