Editoriali | 05 settembre 2019

“Trasformismi ne ho visti tanti, come questo mai”. Di Riccardo Ruggeri*

"E’ come se, politicamente parlando, un maitre di Grand Hotel diventasse direttore dei Berliner, solo perché i rispettivi vestiti di scena si rassomigliano". "In questo accrocchio si ritrovano il peggio del riformismo laico e del cattocomunismo d’antan, i soliti intellò, e fin qua ci sta, ma pure ciò che rimaneva della sinistra. Fuori ci sono solo il “riformista” Carlo Calenda, il “solitario” Massimo Cacciari, il “comunista” Marco Rizzo"

Abbiamo il Conte Bis. Lo confesso, dopo i miei problemi sanitari del 2018, non avevo messo in conto di poter assistere di persona alla nascita di un altro governo, e men che meno a un Conte Bis. Ringrazio i miei due amici professori del regalo: un evento imperdibile per chi studia da una vita il Ceo capitalism. Ora ci ho preso gusto, punto al Conte Tris. Al di là della battuta, la sintesi sincera del perché di questo governo la dobbiamo al Sindaco Beppe Sala: “Il governo PD-5S duri fino a eleggere il nuovo Presidente”. Su Twitter da manager mi sono chiesto “Perché il Presidente non si dimette e viene immediatamente rieletto? Facciamo prima e costa meno”.

Di trasformismi nella mia lunga vita ne ho visti tanti: in Fiat, in Confindustria, nei grandi partiti (il cattocomunismo era trasformismo in purezza). Però mai avrei immaginato che un leader potesse, senza soluzione di continuità, cambiare sia pensiero, sia attività, sia denominazione. E’ come se, politicamente parlando, un maitre di Grand Hotel diventasse direttore dei Berliner, solo perché i rispettivi vestiti di scena si rassomigliano. E poi, come si può pretendere che un cittadino di normale intelligenza, quindi non fesso, possa accettare il concetto di “nuovo umanesimo”, termine che nell’immaginario collettivo “spuzza”? Invece tutti zitti. Spero sia un silenzio di vergogna.

Da giovane divenni apòta come atto di difesa personale quando capii che “politica & menzogna” si piacevano tanto, troppo. So perfettamente che proprio per questo nella storia dell’umanità politica & menzogna sono stati un potente motore di cambiamento. Un cambiamento basato, in gran parte, su falsi storici. Il potere temporale dei papi si è giustificato con il falso della cosiddetta “Donazione di Costantino”. I falsi “Protocolli di Sion” sono stati alla base delle persecuzioni verso gli ebrei. L’Occidente accetta, tuttora, il ricatto della Turchia di Recep Erdogan che impone il suo negazionismo di Stato sul genocidio degli Armeni. E tutti noi accettiamo in silenzio i crimini della Cina nazicomunista di Xi Jinping, sposando l’oscena Via della Seta per un pugno di renminbi. Franklin Delano Roosevelt mentì al Congresso e all’opinione pubblica inventandosi un attacco dei sommergibili nazisti a un cacciatorpediniere americano mai avvenuto, solo per entrare in guerra senza l’autorizzazione prescritta. Ai giorni nostri da ricordare i falsi di George Bush e di Tony Blair sul possesso delle armi di distruzioni di massa di Saddam Hussein, con conseguenti guerre sciagurate. Si potrebbe continuare all’infinito, voglio ricordare solo l’innesco dell’ultima Grande Crisi dato dai “Mortgage-Backed Secutities” spacciati come “liquidi e a rischio zero”, mentre tutti quelli delle cupole finanziarie sapevano essere schifosi prodotti finanziari del più bieco Ceo capitalism.

Con il Conte Bis è caduto quell’ultimo schermo rappresentato dal principio di affidamento, cioè sulla ragionevole presunzione che l’apparenza corrisponda alla realtà. Principio base della democrazia che se viene alterato fa dei cittadini strumenti zombie in balia del potere. Il Conte Bis rischia di diventare un governo basato sulle apparenze. Mi chiedo perché in questo accrocchio si ritrovano il peggio del riformismo laico e del cattocomunismo d’antan, i soliti intellò, e fin qua ci sta, ma pure ciò che rimaneva del meglio della sinistra ex comunista? Fuori ci sono solo il “riformista” Carlo Calenda, il “solitario” Massimo Cacciari, il “comunista” Marco Rizzo.

La risposta l’ho trovata in una delle poche analisi politiche fuori dal coro, quella del professor Giovanni Orsina su La Stampa. “… Anche perché il Palazzo europeo è molto debole, a tal punto che con la tentata reincarnazione del governo Conte, è alla seconda mossa azzardata in un paese fondatore della comunità, dopo quella che ha portato Emmanuel Macron all’Eliseo”. Per fortuna, il Wall Street Journal l’ha buttata sull’ironia: “Immaginate uno sconosciuto professore che diventi Presidente degli Stati Uniti e abbia, politicamente parlando, due Vice Presidenti come Berni Sanders e Donald Trump ….”

Per 10 ore, con telecamere puntate ossessivamente su un portone di una piccola via di Milano, un grande paese ha trepidamente atteso che uscisse (in grave ritardo) un notaio con capelli arruffati per dire. “Tutto si è svolto in modo corretto”. Come è arrivato, è scomparso. Era il segnale atteso da Roma perché le Istituzioni tornassero in campo per certificare in analogico il già certificato in digitale. Auguri.

 

*Riccardo Ruggeri, operaio Fiat per 40 anni poi Ceo di New Hollande, manager, imprenditore, giornalista, editore, scrittore.

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*Riccardo Ruggeri

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