Editoriali | 19 luglio 2019

Deutsche Bank: il “gott dammerung” della superbanca europea globuniversale. Di Paolo Turati*

Ritirata strategica (crepuscolo?) per la banca tedesca che ha avviato una radicale ristrutturazione col taglio di un dipendente su 5 in tutto il mondo. In Italia non dovrebbero esserci conseguenze

Il fatto che non sia stato richiesto agli azionisti un ulteriore aumento di capitale ha consentito alle quotazioni del colosso bancario tedesco di mantenere al momento le ( bassissime, ancorchè in lieve recupero nell’ultimo mese, se si confrontano quelle attuali a 7 Euro rispetto ai 110 Euro di poco più di 10 anni fa) quotazioni della vigilia, non di meno l’annuncio della drasticissima ristrutturazione annunciata a mercati chiusi alla fine del primo week end di Luglio lascia su Deutsche Bank enormi fari puntati.

Nel tentativo di salvarsi da fallimento, l’oberatissimo -di prodotti finanziari derivati, del valore nozionale in bilancio vicino ai 48.000 miliardi ma del valore effettivo dopo netting e collaterale attorno a 20 miliardi, e di strutturati- Istituto di Francoforte ha deciso di tagliare un quinto dei quasi 100.000 dipendenti e di allocare presso una propria Bad Bank oltre 70 miliardi di asset giudicati a rischio per liquidarli con maggiore efficienza.

Di più: Deutsche Bank uscirà dal Settore Global Equities riducendo nel contempo le attività ponderate per il rischio di corporate ed investment banking, chiudendo molte filiali sparse per il Mondo, fino a poco tempo fa ritenute strategiche, e concentrandosi in Germania, Italia, Francia e Spagna ( come a dire: un ritorno al passato di quando era una Banca Continentale).

Nonostante la maxiperdita di oltre 2 miliardi per il trimestre e la mancata fusione con Commerzbank Moody’s ha confermati il rating A3 ma, com’e ovvio, con outlook negativo.

I problemi è probabile che fortunatamente non abbiano rilevanti conseguenze in Italia, dove l'istituto di Francoforte ha una rete di 4mila dipendenti, 1.300 consulenti finanziari e 620 filiali, mentre è a livello globale che una Banca a suo tempo ambiziosa( fin troppo) come Deutsche Bank dovrà affrontare una forzata ritirata strategica rispetto ai ben più strutturati colossi americani come Goldman Sachs o Jp Morgan che aveva ardito sfidare fuori dai confini europei.

*Paolo Turati, doc. Economia degli Investimenti

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