lineaitaliapiemonte.it | 24 giugno 2019

Il radicale Boni: "Non mi arrendo al cattivismo"

Sea Watch, Radicali, Igor Boni: "Di fronte alla vergogna di questa Italia e di questa Europa sciopero della fame ad oltranza fino allo sbarco di tutti i 42 migranti"

Dichiarazione di Igor Boni, Direzione nazionale di Radicali Italiani:

"L'assuefazione è il peggiore dei mali. Quando passano oltre 10 giorni e si consente che 42 persone (torturate, seviziate, violentate nei lager libici) siano lasciate recluse dall'Italia e dall'Europa in una barca in balia del mare, è l'assuefazione a vincere. E' la terza volta che mi vedo costretto ad usare l'arma estrema dello sciopero della fame in questo ultimo anno di fronte a vicende vergognose come questa. Un'arma forse spuntata di fronte alla violenza verbale e istituzionale del nostro Ministro degli Interni, del Governo e, in fondo, di una parte consistente della nostra società. Mi vedo 'costretto' a ricorrere a questa forma di lotta non in quanto dirigente radicale ma in quanto cittadino, in quanto uomo. Mentre le statistiche ci dicono che oltre 70 milioni di persone nel solo 2018 sono state costrette a migrare per guerra, per fame, per i cambiamenti climatici, la nostra società non trova la via di far sbarcare 42 persone e c'è chi, per lucrare su ulteriore facile consenso, chiede siano riportati nella Libia in guerra, nella Libia dei campi di concentramento, nella Libia dei clan criminali che sulla pelle dei migranti hanno costruito fortune. La storia ci giudicherà per quello che stiamo facendo ma IO NON MI ARRENDO AL CATTIVISMO.

Per questo da oggi sono in sciopero della fame ad oltranza, che proseguirò fino allo sbarco in un porto sicuro dell'ultima persona intrappolata dalla nostra cecità e dalla nostra violenza su quella nave. Che siano poche ore, giorni o settimane".

Comuunicato stampa

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