Editoriali | 10 giugno 2019

"Per Torino bisogna creare un fronte alternativo al presente e al passato". Di Guglielmo Del Pero*

L'analisi di SiamoTorino dopo il voto regionale ed europeo: "Serve un rinnovamento nei contenuti e e nei metodi"

La recente tornata elettorale nella nostra città ci fornisce l’occasione di fare il punto della situazione dopo oltre due anni della nuova amministrazione. Il bilancio purtroppo è desolante, abbiamo fatto enormi passi indietro rispetto al punto di partenza di suo già non positivo, la percezione da parte di molti cittadini è di quelle che si sentivano anni addietro ovvero di una Torino triste e ferma su se stessa, senza una visione per il futuro. L'immobilismo della Giunta Appendino, evidente a tutti, non è la ricetta giusta per risollevare la situazione e potrà solamente influire negativamente sui restanti due anni di governo della città se prevarranno le posizioni radicali della maggioranza in Consiglio Comunale.

I torinesi hanno chiaramente dimostrato di non credere più in questa Giunta, occorre fin da subito creare un fronte unitario delle forze alternative all'attuale maggioranza ma anche a un ritorno al passato già ampiamente sperimentato. Un fronte che non potrà prescindere da un profondo ricambio generazionale della classe dirigente, con pochi e semplici punti in comune: bisogna iniziare con la consapevolezza di essere protagonisti del nostro futuro, ponendo al centro delle nostre azioni i fabbisogni dei cittadini, senza pregiudiziali ideologiche, attraverso il merito individuale, la professionalità e la libera iniziativa, per disegnare e realizzare un futuro ben diverso da quello che ci prospettano, senza abbandonare chi rimane indietro. La vera sfida da vincere è quella di dar vita a un processo di rinnovamento nella nostra città, nei contenuti e metodi di attuazione, coinvolgendo le forze più vitali, con un nuovo modello amministrativo, morale e competitivo che tutti auspichiamo.

Proviamo allora a dire quali sarebbero a nostro avviso i punti dai quali partire: prima di tutto conti in regola e meno tasse, agendo su tagli veri degli sprechi e una seria revisione della spesa; rinunciando alla fonte del reale potere dell’Amministrazione: quello di distribuire posti e rendite. Il Comune non deve essere un finanziere che costruisce intrecci societari con i soldi dei contribuenti e senza alcuna responsabilità.

La Sicurezza, l’ottimizzazione delle risorse e la qualità della vita. Sicurezza significa incentivare l’economia, l’impresa, il lavoro, la cittadinanza consapevole. Non un approccio basato su un’azione repressiva fine a sé stessa e sbandierata periodicamente durante la campagna elettorale, bensì un percorso inclusivo di tutti i cittadini torinesi, “vecchi” e “nuovi”, con esplicito riferimento a chi a Torino arriva oggi, anche da molto lontano. E nessuna disponibilità verso chi decide deliberatamente di delinquere.

Semplificazione, lo strumento principe per il rilancio del nostro Comune, sia per rilanciare l’economia sia per combattere e togliere potere all’amministrazione pubblica, il primo ostacolo alla libertà e al benessere dei cittadini. L'eccesso di burocrazia a cui siamo arrivati (e che non accenna a diminuire), ha portato la maggior parte delle persone al disinteresse, a non assumersi responsabilità, accettando con fatalismo anche i cattivi servizi, percependoli come prassi.

Turismo e cultura, il turismo dal centro alla periferia, aprendo alla collaborazione con soggetti privati che evitino l’impegno di risorse comunali, affinchè proprio le periferie siano fonte di crescita e di ammirazione globale, e non un peso da gestire. Per esempio Torino possiede uno fra i parchi più belli d’Europa e in città abbondano persone di talento con spirito imprenditoriale che devono essere coinvolte nel rilancio del valentino.

Dinamicità e sostegno a micro, piccole e media impresa. Ciascuno deve poter trovare le condizioni per realizzare appieno il proprio potenziale e le proprie aspirazioni, ciascuno deve potersi sentire ed essere incluso e partecipe e l’amministrazione comunale deve sempre agevolare tali ambizioni. I commercianti e le imprese sul territorio cittadino devono essere agevolate attraverso l’istituzione di aree “tax-free” per il rilancio delle zone desertificate e abbandonate. La giusta tutela dell’ambiente deve essere fatta attraverso politiche condivise e che agevolino la vita dei torinesi non su approcci ideologici che a nulla servono.

Vivacità. Occorre lasciare che le energie dei giovani e di tutti i cittadini trovino ampio spazio e appoggio dalle istituzioni locali, lavoriamo assieme in sinergia alla costruzione di una città per i cittadini togliendo inutili e pretestuosi vincoli burocratici che favoriscono proprio quelli che si muovo al di fuori delle regole e della legalità.

 Mobilità efficiente, deve essere un motore trascinatore del rilancio con moderne infrastrutture che colleghino la nostra città e il Piemonte all'Europa. I trasporti pubblici cittadini possono diventare la base di una città sostenibile e un modello alternativo di spostamento se gestiti con criteri di efficienza che offrano ai cittadini una qualità elevata.

Da qui, a nostro avviso, si può/deve partire per costruire un’offerta politica seria e credibile ai torinesi, per rilanciare Torino verso un futuro di crescita sia economica ma anche demografica, per una città europea che guarda avanti.


*Guglielmo Del Pero, Siamo Torino